Cronaca

"Prima mi ha drogata, poi mi ha violentata nel suo ristorante"

E' accusato di violenza sessuale aggravata

Le accuse sono di quelle pesanti, per non dire shock: "Prima mi ha drogata, poi mi ha violentata nel suo ristorante". A processo un giovane ristoratore bresciano, titolare di un locale in centro città: è accusato di violenza sessuale aggravata nei confronti di una sua dipendente, all'epoca dei fatti - la notte di Santa Lucia del 2019, tra il 12 e il 13 dicembre - appena maggiorenne. Secondo quanto riferito dalla giovane agli inquirenti, e poi ribadito giovedì in aula, la ragazza sarebbe stata drogata e poi abusata nello stesso locale in cui lavorava.

I ricordi di quella notte

La ragazza dice di ricordarsi poco, pochissimo di quella notte: solo tre episodi che sono stati definiti "flash". Ovvero: un primo in cui ricorderebbe il suo datore di lavoro, nudo sopra di lei; il secondo un momento in cui l'uomo si sarebbe pentito di quanto fatto; il terzo la sua uscita dal locale, con i vestiti così così e le scarpe slacciate, risalendo le scale barcollando. La giovane avrebbe chiamato sua madre, quest'ultima avrebbe confermato le "stranezze": occhi rossi e stato confusionale. Tanto da voler chiamare un amico - un soccorritore del 118 - che l'avrebbe visitata sommariamente prima di portarla, qualche ora più tardi, in ospedale.

La visita al pronto soccorso

Al pronto soccorso sarebbero state rilevate tracce inequivocabili di un rapporto sessuale consumato nella notte. Per l'accusa l'ipotesi è che il giovane ristoratore possa aver drogato la ragazza a sua insaputa, facendole bere del vino (o altro) corretto con del Ghb, l'acido gamma-idrossibutirrico conosciuto anche come "droga della stupro". Ma di questa sostanza non sarebbero mai state trovate tracce, perché mai cercate. Il processo intanto continua, le accuse anche. La prossima udienza il 23 marzo: sarà ascoltato il ristoratore imputato.

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