Cronaca

Costruisce pistole artigianali perfettamente funzionanti: arrestato minorenne

In un video si vede il proiettile uscito da una sua arma che trapassa lo sportello di un estintore di metallo

Artigianalmente realizzava vere e proprie pistole, poi caricava su Instagram le prove di sparo. Uno studente diciassettenne, provetto "armaiolo" nella provincia dove ci sono le più antiche e apprezzate fabbriche di armi italiane, è stato arrestato nella giornata di ieri a seguito di un'indagine-lampo conclusasi anche grazie ai video pubblicati sui social dal ragazzo stesso.

I fatti. Residente nella periferia cittadina, studente in un istituto professionale, il diciassettenne da tempo ha sviluppato una grande passione per la realizzazione di armi artigianali. Acquistando su internet (con la carta di credito dei genitori) pistole scacciacani, materiali e attrezzi utili ai suoi scopi, il giovane nella propria cameretta riusciva a creare delle vere e proprie pistole in grado di sparare "munizioni" come palline di acciaio. Ma lo studente non si limitava a modificare le scacciacani, realizzava anche vere e proprie penne - sottili, facilmente camuffabili - in grado di sparare. 

Evidentemente soddisfatto delle proprie creazioni, nei mesi scorsi il giovane ha postato sui social alcuni video - girati anche in città - nei quali mostrava l'efficacia delle proprie armi. In uno di questi video gli inquirenti hanno potuto verificare la potenza di una pistola: il proiettile sparato ha bucato lo sportello di un estintore, trapassando il metallo. 

Di tutto questo era a conoscenza il padre cinquantaduenne - informato dalla scuola del figlio - che addirittura conservava le armi nella propria cassaforte, dove le hanno trovate gli agenti della polizia giudiziaria della Locale di Brescia che hanno eseguito una perquisizione. Oltre alle pistole scacciacani modificate e alle "pennepistole", gli agenti hanno trovato pistole da softair ed armi ad aria compressa in grado di sparare proiettili veri.  

Il sostituto procuratore presso il Tribunale per i minori di Brescia, Lara Ghirardi, aveva chiesto per il ragazzo la detenzione nel carcere minorile Beccaria di Milano. Il giudice ha optato invece per una misura meno pesante, collocandolo in una comunità. Il padre del diciassettenne invece, incensurato, è stato rimesso in libertà dopo la convalida dell'arresto per il reato di concorso nella detenzione di armi. 

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