Mattanza di San Polo: Mario Albanese è sano di mente

Lo ha stabilito la perizia psichiatrica chiesta dalla difesa: "Omicidi compiuti in uno stato di rabbia, ma in assenza di psicopatologie"

E' capace di intendere e di volere Mario Albanese, il camionista 34enne originario di Bari che il 4 marzo 2012 a San Polo uccise a colpi di pistola l'ex moglie Francesca Alleruzzo, 45 anni, il suo nuovo compagno, Vito Macadino, di 56, la figlia di lei, Chiara Matalone, di 19 anni, e il fidanzato della ragazza Domenico Tortorici, 20 anni.

Lo ha stabilito la perizia psichiatrica richiesta dalla difesa e depositata il 2 maggio dal consulente nominato dal giudice, lo psichiatra Federico Durbano del Fatebenefratelli di Milano, che ieri in audizione ha confermato quanto scritto nelle 31 pagine della sua consulenza tecnica.

"Non siamo in presenza di una forma morbosa – vi si legge - ma ad una disarmonia dello sviluppo della personalità".

"I delitti – scrive ancora il consulente tecnico - sono stati compiuti in uno stato di discontrollo emotivo episodico, comunemente detto rabbia, giuridicamente inquadrabile in una reazione d'impeto, che pone il soggetto e i suoi atti nell' ambito della reazione estrema di un comportamento 'normale', non ascrivibile cioé ad una franca psicopatologia". La prossima udienza del processo, celebrato con rito abbreviato, è stata fissata per il 19 giugno.


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