Strage di piazza Loggia: insieme per non dimenticare, 38 anni dopo

Oggi le commemorazioni ufficiali dell'attentato stragista che, il 28 maggio 1974, costò la vita a otto persone

In un silenzio quasi irreale la campana suona i rintocchi del ricordo, "il simbolo della memoria di quella tragica giornata", quel 28 maggio di 38 anni fa, una data "che ha segnato per sempre la piazza, la città, la Provincia e il Paese". Poco prima i canti dei bambini, la sfilata delle scuole, dei pensionati, dei lavoratori della FIOM, dall'Iveco alla Camozzi. Non sono mancate le istituzioni, i politici locali e il sindaco di Brescia, i consiglieri regionali e il ministro Cancellieri, che sul palco non è salita forse per evitare i fischi, forse per non creare problemi.

Hanno parlato pure i giovani, la piccola grande Martina da Brindisi, i rappresentanti universitari, e poi l'ospite d'onore, accompagnato dalla segreteria della CGIL bresciana, Susanna Camusso "contro ogni atto di violenza", le parole conclusive di un comizio che è un ricordo ma che è anche una presa di posizione. "Il clima di allora non è stato solo un clima di tensione, di terrorismo fascista. Definirlo così non basta più, sappiamo dei servizi deviati, sappiamo delle coperture, di tutti quelli che la verità l'hanno sempre saputa, e non hanno voluto dirla. Hanno occultato le prove, hanno difeso la menzogna".

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Quel giorno maledetto che non troverà mai giustizia, quella bomba mirata che voleva colpire una determinata idea, le emergenti lotte sindacali, l'avanzata operaia a Brescia. Un movimento che piange ancora le sue vittime, "uomini e donne liberi, morti per un motivo preciso". La piazza è piena, viene inaugurato il Percorso della Memoria, vengono depositati gli omaggi floreali, vegnono presentate le prossime iniziative.

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Dal fondo arrivano le grida di una guerriglia che non c'è, alla fine irrompono gli studeni del gruppo antagonista, tra gli applausi, e ci raccontano dei momenti di tensione, qualche spinta e anche un po' di paura. "Volevano tenerci fuori, avremmo dato troppo fastidio - si sente dal megafono che passa proprio sotto la Loggia - Il 28 maggio per noi è un giorno di lotta attiva, sappiamo chi sono i mandanti, sappiamo chi sono i colpevoli".

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E mentre la piazza si svuota, quella che sembra una minaccia: "Forse la Questura di Brescia deve fare un po' di allenamento. I prossimi mesi saranno caldissimi".

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