Cronaca Centro / Piazza del Vittoria

Vittorio Sgarbi: "Il Bigio? Meglio metterlo in un museo"

Il critico d'arte interviene nella polemica bresciana sul nuovo assetto di piazza Vittoria: "Valore artistico innegabile, ma la statua resterà per sempre legata al regime fascista"

Sul caso del ripristino del Bigio in piazza Vittoria, annunciato (provocatoriamente) dal Labolani prima del prossimo 25 Aprile, è intervenuto oggi anche il noto, e eccentrico critico d'arte Vittorio Sgarbi.

Sgarbi, uomo di centrodestra ma non certo catalogabile come intellettuale di partito, critica la scelta dell'amministrazione di riportare la statua in piazza.

Nonostante l'«Era fascista» di Arturo Dazzi abbia "un indiscusso valore artistico" nella scena italiana dell'epoca, non si può dimenticare lo scopo celebrativo per cui fu commissionata, "che la legherà per sempre al regime mussoliniano".

Sgarbi ricorda come la storia dell'uomo sia piena di statue innalzate e poi abbattute: il caso più eclatante, che ancora tutti abbiamo negli occhi, è l'enorme bronzo di Saddam Hussein a Baghdad, "sradicato" in diretta tv dal suo piedistallo dopo l'arrivo in città dell'esercito statunitense: "E, che piaccio o no, il legame storico col regime d'allora è innegabile anche per l'Era Fascista".

"Il modello della statua del Bigio è mio nonno",
così il nipote di un ex combattente

Sgarbi, invece, propone sì di renderla fruibile, ma all'interno di un museo: "Giusto doverla mostrare a chi volesse ammirarne le qualità estetiche, che hanno un'importanza storica sicuramente da valorizzare. Pensarne l'installazione in ambito museale, si eviterebbe di scivolare in un'operazione nostalgica. Non bisogna dimenticare, inoltre, che l'attuale piazza verrebbe completamente sconvolta. Si tratta di un colosso di sette metri".

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