Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca Via Brescia

L'allarme di SOS scuola: «Senza soldi e inquinati a morte»

Ieri l'assemblea pubblica alla scuola Bettinzoli di via Caleppi. Stilato documento da presentare a tutti i candidati sindaco: "Niente soldi alle scuole private. Troppe difficoltà, servono a noi"

Genitori in presidio fuori dalla Deledda, la scuola più colpita dall'inquinamento da PCB

Scuola pubblica a corto di finanziamenti, aria, acqua e suolo inquinati a morte. Ecco le emergenze presenti a Brescia, delle quali si è parlato ieri alla scuola Bettinzoli di via Caleppi in un’assemblea pubblica organizzata dal coordinamento SOS scuola e dai comitati ambientalisti della rete antinocività bresciana.

Tanti i temi, le proposte e le questioni da affrontare, a cominciare dalla scuola pubblica sempre più povera e abbandonata a se stessa, perché “è sempre facile promuovere la cultura a parole” (con i fatti meno). Si è deciso di presentare un documento a tutti i candidati sindaco (tranne a quelli di Forza Nuova e del Partito Italia Nuova) nel  quale vengono elencati alcuni punti sui quali si chiede, a chi sta al potere, di riflettere ed agire concretamente.

La scuola che non va:
dalla carta igienica ai «disabili portati in braccio»

“Chiediamo che non vengano forniti finanziamenti alle scuole private finchè quelle pubbliche versano in questa situazione di difficoltà. Nel documento trattiamo inoltre il tema della salute, quello della sicurezza degli edifici scolastici e dell’eliminazione delle barriere architettoniche. Le scuole non sono curate e nemmeno controllate a sufficienza. Chiediamo la gratuità per tutti i servizi alle famiglie bisognose, compreso il servizio mensa”.

Tra i punti elencati nel documento si pone attenzione anche agli alunni con disabilità e a quelli provenienti da famiglie immigrate (e qui l’augurio è che si passi “dall’accoglienza alla cittadinanza”). “La scuola deve aprirsi verso l’esterno e fornire la possibilità di scoprire la bellezza del territorio. Inoltre, il ruolo dei genitori dev’essere valorizzato e reso più partecipativo”. I candidati sindaco dovranno rispondere comunicando cosa sono disposti a realizzare e in che tempi.

La rete antinocività bresciana ha invece presentato i lavori che ha realizzato in tema di acqua, suolo e aria: “Siamo la città che ha uno dei maggiori tassi di PCB nel terreno a livello mondiale, ciò che mangiamo e ciò che beviamo è inquinato. Siamo la città con i parchi pericolosi, e in cui anche respirare diventa nocivo. Siamo la città che chiede un cambiamento”.

L’urgenza è quella di avviare le bonifiche immediatamente e nello stesso tempo evitare la diffusione delle eco-mafie nella gestione degli smaltimenti, che rischiano di diventare illeciti: “Il problema non può essere eliminato da una parte e portato da un’altra”. È necessaria “un’analisi approfondita dei prodotti agricoli e un controllo dell’intera catena alimentare. Bisognerebbe eseguire nuovi carotaggi in zone non sospette per definire una reale area d’emergenza, non più solo approssimativa. È fondamentale una corretta informazione, che comunichi le cose come stanno e la partecipazione attiva di tutti i cittadini”.

Per troppi anni i problemi del territorio bresciano si sono sottovalutati, “ci si fidava di chi ci rassicurava che tutto era nella norma, tutto andava bene, l’aria buona e l’acqua pura”. Non è così e, per fortuna, qualcuno ancora crede che non sia troppo tardi per cambiare le cose.


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