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Ambientalisti in tangenziale: nuova protesta contro il Cesio della ex Piccinelli

Sulla Serenissima diversi attivisti occupano a singhiozzo le due trafficate carreggiate, distribuendo volantini e sventolando striscioni. La questione ambientale sempre più pressante, in una delle zone simbolo della città inquinata

Bloccare le vie di passaggio stradali, autostrade, tangenziali o carreggiate ad alto scorrimento, rimanda a una forma di lotta storica che negli anni e nei decenni è spesso stata utilizzata dai grandi movimenti sindacali della sinistra operaista, gli scioperi generali, i presidi. Ieri pomeriggio, in numero ovviamente ridotto, anche gli ambientalisti di Brescia hanno scelto una forma di lotta simile, creando meno disagi ma con la stessa funzione informativa, lungo la Via Serenissima, a poche centinaia di metri dall’autostrada e a poche centinaia di metri dalla ex cava Piccinelli, dove (come si legge nei volantini distribuiti anche agli automobilisti) “giacciono abbandonati rifiuti radioattivi contaminati da CESIO 137, oltre a rifiuti pericolosi e di varia natura”.

La questione ambientale a Brescia continua ad essere una delle priorità da risolvere, e magari in tempi brevi, visto che il tempo passa in fretta e il materiale radioattivo invece rimane. San Polo e Buffalora sono diventati negli ultimi anni i simboli in negativo di una pessima condotta, portata avanti da amministrazioni e amministrazioni cittadine, “una situazione nota dagli anni ’90 in poi ma per cui nulla di concreto è stato fatto per la bonifica dell’area”. Sul posto anche il sempre presente Francesco Patitucci, consigliere regionale, che ci racconta di una recente audizione in Regione in cui a fronte di dati evidenti su “criticità e pericoli” la maggioranza ha fatto, ancora una volta, “le solite orecchie da mercante”.

“Una zona critica, radioattiva e inquinata – continua Patitucci – e per di più a due passi dalle case, sotto il naso dei cittadini. Stiamo lavorando ad una denuncia per il Parlamento europeo, bisogna fare qualcosa, e in fretta. Da queste parti si commettono reati ambientali da più di 20 anni, e meno male che c’è la gente comune che prende iniziative. Proteste da ammirare”. Pochi giorni dopo il casino della Consulta ambientale, e il nuovo presidio fuori dalla Loggia, mentre questa mattina si discute delle valutazioni finali sulle sei Commissioni ambientali che hanno studiato e approfondito la situazione made in Brescia.


“La politica vive di parole, senza atti concreti – ci spiega Andrea Marini del Comitato Spontaneo Contro le Nocività – e soprattutto senza mai voler mettere al centro il problema vero, la salute dei cittadini. Noi continueremo a farci sentire, non ci faremo fermare dalle loro minacce, dal loro modo di fare antidemocratico. Nascondere i problemi non serve a nulla, è inutile parlare di terrorismo dell’informazione, e prendersela con Comitati e anche con giornalisti. Hanno paura che vengano a galla i veri interessi, interessi economici molto importanti, e di grande rilevanza politica”.

Il problema dell’attacco alle associazioni è molto sentito, soprattutto quando qualcuno non ha esitato a definire i vari gruppi ambientalisti come dei “semplici cromofobici”. Peccato che, aggiunge Carmine Trecroci di Legambiente, i dati parlano da soli: “Ci sono analisi ASL e Arpa, che sono inconfutabili. La salute dei cittadini viene prima di ogni cosa, e la bonifica delle aree inquinate deve essere una priorità. Il Comune ha parlato di messa in sicurezza, ma le risorse assegnate sono talmente irrisorie che quasi fanno ridere. La questione Piccinelli va risolta, e in fretta, il rischio contaminazione della falda acquifera è troppo alto: e di certo non aiutano i progetti futuri, un bitumificio e una discarica di amianto”.

Passano tante macchine, in tanti si fermano pure, leggono i volantini, suonano il clacson per qualche secondo di solidarietà. Dopo un po’ arrivano anche i Vigili, che pure se non lo dicono, in fondo in fondo sono solidali anche loro.

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