Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca

Operazione Ring New: sequestrate 3 tonnellate di marijuana

Oltre alla marijuana, la Gdf di Brescia ha sequestrato 50 kg di cocaina. 56 le persone arrestate

© Bresciatoday.it

Il Nucleo di P.T. di Brescia ed il Servizio Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza, diretti dal Procuratore Aggiunto Sandro Raimondi, hanno portato a termine un'ingente operazione antidroga, a seguito della quale sono state arrestate 56 persone, di cui 20 italiani e 36 stranieri , sequestrati circa 50 kg di cocaina e più di 3 tonnellate di marijuana, oltre a contanti per quasi mezzo milione di euro, e mezzi e natanti per un valore di circa un milione di euro.

Il percorso investigativo ha consentito di pervenire ad uno dei più rilevanti sequestri di marijuana degli ultimi anni, smantellando – di fatto – tre diversi sodalizi criminali tra loro collegati: il primo, multietnico, di stanza a Brescia; il secondo, di etnia albanese, sempre radicato nella città lombarda ma con forti collegamenti con numerose altre provincie italiane, in particolare con Roma; il terzo, di matrice italo-albanese, radicato nella capitale con luogotenenti e collaboratori di stanza a Brindisi.

L'operazione ha avuto inizio nell’autunno del 2011, quando il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Brescia, rispondendo alle denunce pervenutegli da alcuni cittadini, che lamentavano un’attività di spaccio nei pressi di parchi giochi e scuole frequentati dai più piccoli nella zona cittadina denominata “Ring”, ha incaricato il Gruppo Operativo Antidroga di controllare la veridicità delle segnalazioni.

Le attività del GOA portarono subito all’arresto di un cittadino italiano, mentre acquistava 30 grammi di cocaina ai fini di spaccio.

L’arresto del pusher, ben lungi dal rappresentare la conclusione delle attività di polizia, ha dato l’avvio ad un'indagine più articolata, incentrata sui fornitori.

Il video del sequestro

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Lo spacciatore, infatti, faceva parte di un gruppo criminale multietnico, formato da soggetti italiani, senegalesi ed albanesi, nell’ambito del quale ogni etnia aveva un ruolo specifico: gli albanesi reperivano la cocaina dalla Spagna e dall’Olanda, gli italiani svolgevano un’attività di “brokeraggio” in favore dei senegalesi, che provvedevano al medio e piccolo spaccio nelle vie bresciane.

In tale contesto investigativo, il Nucleo di polizia tributaria di Brescia ha iniziato un lunga serie di arresti che si sono susseguiti durante tutto il 2012, che  -  oltre a eliminare l’attività di spaccio denunciata dai cittadini bresciani - ha permesso ai finanzieri di individuare un'ulteriore organizzazione criminale albanese, di livello molto superiore alla prima, operativa in ambito internazionale e con forti legami con diverse altre città italiane.

Le successive indagini - interessando il territorio nazionale - hanno condotto, in un primo momento (marzo 2012), al sequestro di un carico di 41 chilogrammi di cocaina, stoccato in un appartamento milanese, ma destinato alle piazze bresciana e bergamasca, e all’arresto di 4 cittadini albanesi; successivamente, all’arresto di uno dei capi dell’associazione indagata, I. R., trovato in possesso di ulteriori 6 Kg di cocaina, e all’arresto del corriere che lo aveva rifornito.

Le indagini condotte sul conto di quest’ultimo hanno fatto emergere la figura di un camionista, rivelatosi punto di collegamento tra questo sodalizio criminale bresciano e l’organizzazione albanese operante in provincia di Roma.

Nel mese di settembre 2012, il camionista è stato arrestato in provincia di Bergamo, in quanto trovato in possesso di circa 70 chilogrammi di marijuana occultati a bordo del proprio autotreno.

Due mesi più tardi, sono state eseguite 23 misure restrittive nei confronti di tutti i soggetti emersi nell’attività in provincia di Brescia, dei quali 6 italiani e 17 stranieri.


A dicembre le indagini hanno iniziato a concentrarsi sul sodalizio capitolino, capeggiato dal cittadino albanese D. O., che riforniva il nord-Italia di grosse partite di marijuana che importava direttamente dall’Albania, mediante un motoscafo in rimessa nella provincia di Brindisi.

La droga giungeva sulle coste brindisine nottetempo e, successivamente, veniva trasportata occultata da carichi di copertura in un deposito in provincia di Roma, dove veniva smistata in partite di 50/100 chilogrammi, gran parte delle quali dirette al nord-Italia.

Questa ulteriore tranche dell’indagine ha condotto lo SCICO ed il GICO di Brescia a tre importanti sequestri e al completo smantellamento dell’organizzazione, nonché all'arresto del corriere, Giuseppe Todaro.

Il 16 febbraio di quest'anno, sono stati infine sequestrati, nel tratto autostradale Frosinone – Ceprano, altri 774 Kg di marijuana, e arrestata una coppia di coniugi a bordo di un camper sul quale era stipata la droga, proveniente dalle coste brindisine dove era giunto il carico dall’Albania.

Il successivo 10 aprile, a Roma, l'arresto conclusivo del capo dell’organizzazione (sfuggito precedentemente nelle concitate fasi di un intervento costiero), venendo così assicurato alla giustizia l’intero gruppo criminale.

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