Giustizia kafkiana: causa tra vicini per un muro, 48 anni per la sentenza

L'incredibile vicenda tra un ex-imprenditore proprietario di un bottonificio, Benito Scaburri, e gli eredi di un'abitazione attigua alla fabbrica. La disputa tra le due parti risale al 1964, quando Scaburri, ora 78enne, aveva 30 anni

I tempi della giustizia italiana sono noti a tutti, per esperienza diretta e non. Ma quanto accaduto a Benito Scaburri, 78enne di Capriolo, ha davvero dell'incredibile.

Nel 1964, l'allora 30enne era un imprenditore di bottoni a Chiuduno; i suoi vicini - con una licenza datata 1961 - innalzarono un muro in comproprietà con il suo bottonificio. Poco dopo, Scaburri costruì una soletta ancorandola ai pilastri adiacenti al muro, che aveva lo scopo di ampliare e contenere il rumore della fabbrica in cui lavoravano 25 operai.

L'Amministrazione comunale dell'epoca, però, ordinò che venisse modificato l'orario di lavoro delle macchine, che restavano in funzione 24 ore al giorno: l'ordinanza dimezzò di fatto la produzione del bottonificio, che chiuse cinque anni più tardi. Scaburri, dopo aver protestato inutilmente con il Comune, continuò a lavorare nel settore dei bottoni come distributore.

Nel frattempo, iniziò la sua battaglia contro quel muro, che in breve tempo scoprì non essere fatto di cemento, ma di un materiale ben più duro da scalfire: la kafkiana immaterialità della burocratica.

Nel 1987, dopo aver raccolto i documenti necessari, diede inizio alla causa civile presso il tribunale di Bergamo, segnato da un annoso problema di carenza del personale. La sentenza di primo grado arrivò nel 2002: sentenza a suo favore, ma i proprietari del muri, gli eredi Rotatinti, fecero ricorso. Nel 2009 entrambe le parti rifiutarono la mediazione del Comune.

Ora la Corte d'Appello di Brescia, presieduta dal giudice Augusto Bitonto, ha respinto il ricorso dei vicini: "Quel muro deve essere abbattuto".

Scaburri non si è mai rassegnato nel cercare di ottenere giustizia per quel torto ormai lontano nel tempo: "Sto aspettando da anni di abbattere quel muro, lo farò con le mie mani, se serve".

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