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Brescia tra le province italiane con più studenti stranieri

Gli stranieri iscritti alle scuole bresciane sono 28.040. La maggior incidenza rispetto al totale degli alunni si riscontra alle scuole elementari, dove rappresentano il 18% degli iscritti

Nel 2010 risultavano iscritti alla scuola italiana 673.800 stranieri, il 7,5% del totale degli iscritti, segnando una crescita complessiva del 7,% nell'ultimo anno e dell'81,1% rispetto al 2005. Tra i quindicenni la maggior parte è di prima generazione e, tra loro, più della metà è arrivata in Italia da meno di sei anni. Aspirano a titoli di studio più modesti rispetto ai compagni italiani dato che appena uno su tre vorrebbe laurearsi e frequentano di più istituti tecnici e professionali. Questi alcuni dei risultati di una ricerca sulla presenza egli stranieri nelle scuole italiane realizzata dalla Fondazione Leone Moressa, che ha tracciato l'identikit dello studente straniero quindicenne prendendo l'avvio dall'indagine OCSE PISA realizzata nel 2009.
Nelle province di Milano, Roma, Torino e Brescia si conta il maggior numero di studenti stranieri. A Milano, ad esempio, si registrano 11.096 iscritti alla scuola dell'infanzia, 18.753 alla primaria, 11.244 alle medie e 12.203 alle superiori.

A Brescia, invece, gli stranieri iscritti alla scuola di infanzia sono 6.454, alle elementari 11.112, alle medie 6.188, e 4.286 alle superiori. La maggior incidenza rispetto al totale degli alunni si riscontra alle scuole elementari, dove gli stranieri rappresentano il 18% degli iscritti.  Dato che si conferma comunque in linea con tutte le altre classi di istruzione, tranne che alle superiori, dove la percentuale si dimezza al 9%.

Ma sono Prato, Mantova e Piacenza le province dove si registra la maggior incidenza di alunni stranieri sul totale degli alunni. Alle elementari e alle medie di Prato quasi uno studente ogni cinque è straniero, a Mantova le percentuali sfiorano il 20% anche per l'infanzia, mentre Piacenza primeggia per le scuole superiori.

"La sempre maggiore presenza degli alunni stranieri nelle scuole italiane" affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa "alimenta il dibattito sulle politiche formative rivolte ai giovani migranti: dalle norme al diritto allo studio, alla garanzia di un’offerta educativa di qualità. La scelta degli alunni stranieri di frequentare di più scuole tecniche o professionali, le più modeste aspirazioni in termini di titolo di studio conseguito e il basso profilo occupazionale dei genitori sembra evidenziare una notevole divario rispetto ai compagni italiani. Inoltre, l’entrata degli alunni stranieri nel contesto scolastico italiano in età avanzata pone delle problematicità in fase di inserimento e di accoglienza, soprattutto a causa della scarsa o nulla conoscenza della lingua italiana. Sebbene la presenza straniera nelle scuole possa essere di per sé una fonte di fragilità se mal governata, costituisce invece una risorsa da valorizzare, dal momento che i primi processi di integrazione avvengono anche tra i banchi di scuola, dove italiani e stranieri si trovano a confrontarsi e a conoscersi”.

Nella ricerca, il 5,1% dei quindicenni intervistati è straniero, di cui il 3,9% è di prima generazione e l'1,1% di seconda. Tra i primi, la maggior parte è arrivata in Italia dopo aver compiuto il nono anno di età (25,3% dai 9 agli 11 anni, il 23,0% dai 12 ai 14 anni e il 2,4% a 15 anni compiuti), entrando quindi in età già avanzata nel sistema scolastico. A differenza dei quindicenni italiani che per la maggior parte frequentano il liceo (45,6%), gli stranieri sono iscritti di più presso gli istituti professionali (30,3%) e tecnici (29,6%). Gli alunni italiani e stranieri mostrano differenze anche per quanto riguarda l'aspirazione al titolo di studio: i primi pensano di conseguire la laurea specialistica-dottorato (nel 41,6% dei casi) o la laurea triennale (9,0%), a fronte, rispettivamente, di appena il 26,7% e il 6,3% degli stranieri, che pensano piuttosto di conseguire il diploma di scuola superiore (34,4%) o la qualifica professionale (25,8%).

Tra gli stranieri il 13,1% ricorre a ripetizioni di italiano e il 16% a quelle di matematica. Nel 67,4% delle case degli studenti stranieri intervistati si parla principalmente una lingua diversa dall'italiano. I genitori degli alunni stranieri svolgono prevalentemente professioni dalla media o bassa specializzazione (sia che si tratti del padre che della madre) e vivono maggiormente una situazione di disoccupazione rispetto alle famiglie italiane. Tra tutti gli ordini scolastici quello delle primarie fa registrare la maggiore incidenza degli stranieri sul totale degli iscritti: 8,7%. Segue la scuola secondaria di primo grado con l'8,5%, la scuola dell'infanzia con l'8,1% e la secondaria di secondo grado con il 5,3%. Fatta eccezione per la scuola dell'infanzia, la quasi totalità degli alunni stranieri è iscritta a una scuola pubblica. Ma è la scuola superiore ad aver visto aumentare maggiormente la presenza di alunni stranieri: se nell'ultimo anno la variazione è stata del +9,7%, negli ultimi 5 anni si tratta del +123,5%. Più contenuta la crescita nelle elementari (+4,4% nell'ultimo anno e +65,4% nel quinquennio).
 

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