Uccise la figlia disabile a bastonate: per il pm può tornare a casa

Il 29 dicembre dello scorso anno Concetta Cottone uccise a bastonate la figlia disabile di 49 anni. Per il pm Claudio Pinto non ci fu premeditazione, ma fu la tragica conseguenza di un raptus di follia. La donna attenderà a casa l'inizio dl processo

Concetta Cottone, la madre che uccise la figlia disabile lo scorso 29 dicembre in via Raffaello a San Polo, può tornare a casa. Secondo il pm Claudio Pinto, non c’è stata premeditazione: l’uccisione a bastonate della figlia Assunta Arceri fu il frutto di un raptus di follia dovuto a un’esasperante situazione familiare protrattasi nel tempo.


La vita della Cottone, infatti, è stata segnata da una difficile, se non tragica, storia familiare. Vedova e mamma di tre figlie, una morì suicida 32 anni fa, le altra due – gemelle – nate afflitte da malattie psichiche, sono state accudite in casa fino all’età della tragedia, 49 anni dopo la loro nascita. La donna sarà processata  il prossimo 17 settembre.

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