Cronaca

Moglie riempita di botte: 3 anni di carcere per un ristoratore bresciano

Condannato per lesioni, maltrattamenti e violenza privata

Ristoratore bresciano di 61 anni condannato a 3 anni e 3 mesi di carcere: era accusato di lesioni, maltrattamenti e violenza privata. La vittima sarebbe stata la moglie, originaria dell'Est Europa: per la pubblica accusa, l'avrebbe minacciata e vessata per anni, fino all'ultimo e più grave episodio, nel settembre del 2019. In quell'occasione la donna si sarebbe presentata alla Poliambulanza con ferite alle mani, alle braccia e al collo, dove sarebbero stati riscontrati anche evidenti segni di strangolamento.

La denuncia, il processo, la condanna

Sarebbe stato quello il momento della prima denuncia da parte della donna. Agli inquirenti avrebbe raccontato di anni di botte e paura, ad opera del marito e dovute anche a problemi economici. La donna sarebbe stata minacciata e picchiata anche al ristorante, di fronte ai clienti.

Nel corso del processo, il marito ha negato ogni addebito: secondo la difesa, la donna avrebbe cercato di far passare dolori dovuti a problemi di salute come una conseguenza delle percosse. A favore della moglie, però, c'erano le lesioni sul corpo a referto in ospedale. Il pm aveva chiesto 3 anni e mezzo di reclusione, alla fine è arrivato uno 'sconto' di 3 mesi, a cui si aggiunge una provvisionale di 3mila euro.

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