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Alabarda (foto d'archivio)

Alabarda (foto d'archivio)

Maxi-rissa per una ragazza, spranghe e bastoni e pure un'alabarda fatta in casa

Cinquanta le persone coinvolte, cinque gli arrestati, quattro i feriti: proseguono le indagini sulla maxi-rissa di sabato sera al parco della Badia

Ci sarebbero delle avances, qualche parola di troppo rivolta a una ragazza già impegnata, a scatenare la maxi-rissa che sabato sera al parco della Badia ha coinvolto almeno una cinquantina di persone, i componenti di due clan distinti di pachistani, tutti di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Se le sono date di santa ragione, forse come mai prima in quel parco al confine con Via Valle Camonica: cinque gli arrestati, un altro denunciato, e poi quattro feriti in ospedale. Uno di questi, il denunciato, ha riportato tagli profondi a un braccio, ne avrà per almeno un mese: ricoverato alla Clinica Sant’Anna, potrebbe essere lui ad aver scatenato la rissa, con gli apprezzamenti alla ragazza.

E’ successo tutto in pochi minuti, sabato poco dopo le 21, fino al fuggi fuggi generale inevitabile all’arrivo delle forze dell’ordine, con pattuglie di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza. Le indagini sono state affidate agli agenti della Questura di Brescia. Cinque gli arrestati, accusati di rissa aggravata, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale.

Tracce di sangue, bastoni e mazze

Chi è rimasto in loco, infatti, avrebbe pure aggredito gli agenti. Nelle prossime ore dovrebbero essere processati per direttissima. Oltre al ferito del Sant’Anna, altri tre giovani sono stati medicati in Poliambulanza. Una scia di devastazione: tracce di sangue, spranghe e bastoni, mazze da cricket, perfino un’alabarda (una sorta di antica ascia con lame e spuntoni) costruita in casa, insomma artigianale.

Ci si chiede il motivo di tanta furia. Tra gli arrestati nessuno ha precedenti penali, e tutti sono regolari sul territorio italiano. Davvero strano che siano bastate poche avances a scatenare la maxi-rissa. Ma tutto è possibile, e le indagini proseguono. A dare l’allarme i residenti delle case che si affacciano sul parco. Una scena mai vista, riferiscono i testimoni.

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