Cronaca

Bresciano si ammala per colpa di un farmaco, ma non c'è alcun risarcimento

La Cassazione ha accolto il ricorso di tre gruppi industriali condannati dalla Corte di appello di Brescia a risarcire un uomo con 220mila euro

Le case farmaceutiche non sono tenute a risarcire il paziente per i danni collaterali prodotti dal farmaco se hanno adeguatamente, e con informazioni aggiornate, segnalato la possibilità dell'effetto indesiderato. Questo il principio secondo il quale la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di Procter & Gamble (che ha distribuito il farmaco), SmithKline Beecham, del gruppo Glaxo (che ha prodotto il farmaco) e HDI Global SE, del Gruppo Talanx (l'assicurazione), le aziende coinvolte nella produzione e commercializzazione del farmaco «Neoduplamox». La storia è raccontata sulle colonne del quotidiano Bresciaoggi

Il caso. Un bresciano è stato costretto ad utilizzare il farmaco per curare una ferita lacero contusa alla mano destra. Il farmaco però ha provocato la rarissima sindrome di Lyell - che colpisce un uomo su un milione - che ha portato ad una necrosi della pelle. Da qui la denuncia, e il pronunciamento della Corte di appello di Brescia che ha stabilito un risarcimento di 220mila euro. 

La sentenza però è stata impugnata dalle tre aziende, che si sono rivolte alla Cassazione. Il giudice ha dato loro ragione: oltre ad avere adeguatamente segnalato sul libretto informativo gli effetti collaterali, i produttori non sono responsabili del danno anche se hanno dichiarato di non conoscere le cause dello scatenarsi della sindrome, elemento questo che aveva portato alla prima richiesta di risarcimento da parte del Tribunale di Brescia. 

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