Rifiuti: i "furbetti del cassonetto" ci sono costati 800.000 euro

È quanto ha speso Aprica nel 2014 per raccogliere i rifiuti abusivamente abbandonati in città e smaltire correttamente l'immondizia impropriamente gettata nei cassonetti. Una cifra che nell'anno appena chiuso si sarebbe abbassata, grazie all'intensificarsi dei controlli della Polizia Locale.

BRESCIA. C’è l’anziano che in piena notte riempie di bottiglie e imbalaggi di plastica il baule dell’auto, si mette al volante e raggiunge il primo cassonetto della città per disfarsene bypassando il porta a porta e quello che scarica rifiuti pericolosi o non ordinari vicino ai normali cassonetti. Gesti incivili, oltre che illegali, che sono costati ben 800mila euro.

È questo il salato conto di spese aggiuntive che ha dovuto affrontare Aprica spa, l’azienda del gruppo A2A, per smaltire la spazzatura abbandonata fuori dai cassonetti, sulle strade come nei campi, o portata in città dai residenti dei comuni della provincia. Un fenomeno, quello del conferimento illecito dei rifiuti, che non riguarda più solo le aree periferiche - le zone più colpite restano la frazione Bettole, l’area industriale e il villaggio Prealpino - ma coinvolge anche il centro storico. 

Una buona notizia arriva però da palazzo Loggia, nel 2015 la spesa per rimediare ai danni dei 'furbetti del cassonetto' sarebbe in netta diminuzione. Una decrescita che si dovrebbe all’aumento, quasi esponenziale, dei controlli effettuati dalla Polizia Locale. 

Dati alla mano: nel 2015 sono stai eseguiti ben 17.357 accertamenti ed elevate 957 sanzioni per conferimenti illeciti (contro le 152 del 2014),  di cui 109 per rifiuti non ordinari. Infine 13 persone sono state indagate per reati ambientali,  per avere abbandonato rifiuti dannosi come l’eternit,  mentre 11 veicoli sono stati sequestrati perché trasportavano materiali pericolosi. 

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