Cronaca

Addio a Don Laffranchi, il prete 'che dipingeva come Picasso'

Renato Laffranchi si è spento nella notte tra sabato e domenica in un letto dell'ospedale Poliambulanza. Centinaia di persone sono attese per l'ultimo saluto, che sarà celebrato mercoledì mattina dal vescovo di Brescia

Renato Laffranchi

Sacerdote e artista: una figura sicuramente fuori dal comune, che a suo tempo, suscitò anche parecchio scalpore. Si è spento in un letto dell'ospedale Poliambulanza, nella notte tra sabato e domenica, Don Renato Laffranchi: il prete che 'dipingeva come Picasso'. Così lo stesso sacerdote  si definiva nell'autobiografia pubblicata sul suo sito internet.

Aveva 95 anni, la maggior parte dei quali trascorsi nella sua casa-atelier situata accanto alla basilica dei Santi Nazaro e Celso, in città. Il pennello sempre tra le dita, finché la salute glielo ha consentito: ha messo su tela il testo sacro. Uno stile inconfondibile, il suo: lineare, sintetico e geometrico, proprio come le opere cubiste alle quali si è sempre ispirato.

Nato nel 1923 a Rivarolo, nel Mantovano, si trasferì a Brescia da bambino: nella nostra città ha compiuto i suoi studi e ha frequentato il seminario.  Ordinato prete nel 1946, dopo due anni in città, visse per sette anni a Pisogne: "Dove le luci e i colori del lago e l'esistenza di un grande stanzone nel povero appartamento del curato furono le galeotte provocatrici a cominciare a dipingere", si legge nell'autobiografia del sacerdote.

La sua passione per l'arte gli causò anche qualche problema: "Rischiai grosso e mi salvò da accuse di eresia e di filocomunismo un vescovo benevolo e coraggioso che nel '55 mi mandò nella Parrocchia di Santi Nazaro e Celso a Brescia", racconta il don nell'autobiografia. Tante le mostre organizzate e le opere donate alle chiese del Bresciano. L’ultima esposizione nel 2016 al Museo Diocesano: i quadri erano ispirati agli scritti di San Tommaso per la liturgia del Corpus Domini. 

Un sacerdote che si è guadagnato la stima e l'affetto dei vescovi bresciani Monari e Tremolada: entrambi accorsi al suo capezzale, gli sono rimasti vicino fino all'ultimo. Centinaia di persone sono attese per l'ultimo saluto che sarà celebrato mercoledì mattina (alle 11) nella basilica dei Santi Nazaro e Celso da monsignor Pierantonio Tremolada. 

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