Rifiuti pericolosi, emissioni e scarichi illeciti: tre imprenditori nei guai

Negli ultimi mesi i carabinieri forestali di Vobarno hanno elevato sanzioni per oltre 267mila euro. Denunciati i titolari di tre aziende del Bresciano.

Aziende prive delle necessarie autorizzazioni per le emissioni in atomosfera, ditte colme di rifiuti - anche pericolosi - non gestiti in maniera conforme alla legge, e sversamenti illegali nelle rogge e nei fiumi. La lista dei reati ambientali commessi dalle imprese del Bresciano è, tristemente, abbastanza lunga e varia. Tanto che in pochi mesi solo i carabinieri forestali della stazione di Vobarno hanno denunciato i titolari di tre aziende ed elevato sanzioni per oltre 267mila euro.

Impianti di emissione non autorizzati 

Tre i casi più eclatanti, quelli di altrettante aziende che esercitavano la propria attività con impianti per i quali è necessaria l’autorizzazione alle emissioni in atmosfera. Concessione della quale le tre ditte risultavano invece completamente sprovviste: i rispettivi titolari sono quindi stati denunciati.

Nei guai un'azienda di finitura metalli di Preseglie, una ditta di Sabbio Chiese che effettua pressofusione dell’alluminio e un'impresa di Odolo che si occupa di verniciatura di componenti metalliche. Sette, in  totale, i punti di emissione in atmosfera non autorizzati scovati dai militari.

Rifiuti

Non solo:  in ognuna delle citate aziende sono anche stati rinvenuti depositi incontrollati di rifiuti - anche pericolosi, come olii e grassi esausti -  e sono state rilevate gravi negligenze nella tenuta dei registri obbligatori relativi alla tracciabilità degli scarti stessi. 


Sversamenti illegali

Numerose violazioni sono state poi rilevate in materia di scarichi di acque reflue: sono state sequestrate le tubazioni di scarico non autorizzate provenienti da un bar ed un autolavaggio di Bione. Un’acciaieria di Odolo e uno stabilimento di recupero di rottami di Castenedolo non avevano invece rispettato le prescrizioni contenute nell’autorizzazione. La prima aveva omesso di installare gli idonei dispositivi per la misurazione della portata degli scarichi, la seconda non aveva effettuato le previste analisi chimiche.

In quest’ultima azienda, nonostante il capannone fosse già stato riempito di rottami metallici fino ad oltrepassare il limite di stoccaggio autorizzato dalla Provincia, è stato inoltre sequestrato un veicolo di un uomo pizzicato a consegnare ulteriori scarti, anche pericolosi. Rifiuti che erano stati trasportati in assenza della necessaria iscrizione all’Albo Nazionale Gestori Ambientali. Altre sette persone, tra Calcinato e Odolo, sono state denunciate per il medesimo reato: aver effettuato trasporti illeciti di rifiuti.
 

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