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Foto di repertorio

Foto di repertorio

Sesso con minori: sotto accusa stimati professionisti e un insegnante

Alcuni degli incontri con i ragazzini - due 16enni residenti nella nostra provincia - sono stati anche filmati

Un medico, un architetto, un commercialista, un piccolo imprenditore e persino un professore. Professionisti stimati per l’anagrafe, presunti pedofili per gli agenti della Polizia Locale di Montichiari e la procura di Brescia, che nei lori confronti ha emesso otto ordinanze di custodia cautelare. Pesanti le accuse alle quali dovranno rispondere: prostituzione minorile e detenzione di materiale pedopornografico.

Quattro degli indagati, attualmente agli arresti domiciliari, sono bresciani. Si tratta del 39enne Edilberto Rinaldi, architetto nonché presidente della Riserva delle Torbiere del Sebino; del 52enne Davide Perini, di professione commercialista; del 40enne Matteo Parenti, portiere in un hotel della città; e del 57enne Enrico Caniggia, titolare di un centro estetico di Manerbio.

Indagato in stato di libertà anche Guido Zanetti, classe ’59, professore di Tedesco in un istituto superiore della bergamasca. A quanto pare le prove raccolte a suo carico sarebbero meno schiaccianti e, al momento, gli sarebbe stata contestata solo la detenzione di materiale pedopornografico.

Nell’inchiesta - denominata Baby Parking 2 - sono finiti anche un medico 60enne di Lecce, Francesco Mauro Fumarola, un’autista 41enne di Bolzano, Killian Platter, e il 67enne padovano Ivo Amendolagine, volto noto della scena provinciale, perché presidente dell'associazione bresciana della Proprietà Edilizia. Pur di incontrare i ragazzini si sarebbero sobbarcati lunghe trasferte in auto. 

Gli indagati avrebbero contattato i minori - all’epoca dei fatti 16enni - su alcuni siti di incontri, poi la conoscenza e lo scambio di messaggi sarebbe proseguita su Whatsapp, mentre i rapporti sessuali sarebbero avvenuti nelle abitazioni, negli uffici e nelle auto. Alcuni degli incontri - sembra siano una trentina quelli accertati, avvenuti tra il gennaio del 2015 e il mese scorso - sarebbero stati anche filmati. Registrazioni agghiaccianti che avrebbero potuto essere diffuse in rete, ma che ora sono finite nelle mani degli inquirenti e diventate prove fondamentali.

Pare che tutti sapessero di avere a che fare con dei ragazzini, che si concedevano in cambio di ricariche telefoniche, pranzi e cene. Le prove sarebbero le conversazioni salvate sui telefoni dei due 16enni, entrambi residenti nella nostra provincia. Gli indagati si sarebbero interessati anche della vita scolastica dei due minori, ai quali, tra le altre cose, chiedevano:  “Hai fatto i compiti?”, “E' andata bene a scuola?”.

I genitori, di origine straniera, erano all’oscuro di tutto. “Si tratta di famiglie spesso non presenti - spiega Cristian Leali, Comandante della Polizia Locale di Montichiari - , abbiamo accertato la totale mancanza di dialogo tra genitori e figli.”

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