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Foto di repertorio

Foto di repertorio

Facevano prostituire ragazze in strada e in un centro massaggi: arrestati

In manette due albanesi, membri di un sodalizio che gestiva il racket della prostituzione in città. Tra gli indagati anche due bresciani, uno dei quali era titolare di un centro massaggi

Controllavano il racket della prostituzione su una delle arterie principali cittadine, quella che da Brescia porta a Rezzato, sfruttando una decina di giovani donne rumene. Non solo: avevano cercato di imporre una sorta di monopolio sulla zona, minacciando e allontanando le prostitute che non facevano parte della loro organizzazione.

Proprio dalle denunce di tre giovani donne, vittime di pesanti minacce, è partita l'indagine della Mobile di Brescia chiamata 'Strada Mia', che ha portato all'arresto di due membri dell'organizzazione, entrambi cittadini albanesi, e alla denuncia di altre sei persone. Tra gli indagati per favoreggiamento della prostituzione ci sono anche due bresciani: uno gestiva un centro massaggi di via Europa, che ha chiuso i battenti qualche mese fa, l'altro faceva da autista alle ragazze.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nel centro messaggi venivano fatte prostituire due ragazze controllate dall'organizzazione: il titolare non solo era a conoscenza dell'attività, ma si preoccupava di procurare i clienti alle due donne.

Nel corso delle indagini uno degli arrestati si era trasferito in Germania, dove aveva avviato un giro di prostituzione all’interno di un club privato. Nel frattempo, con l'aiuto di due connazionali, continuava a gestire il racket messo in piedi nella nostra provincia, ricevendo i relativi proventi attraverso money transfer. Una volta espulso dalle autorità tedesche, ha fatto ritorno in Italia, dove sono poi scattate le manette per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Per lui e per il suo complice si sono spalancate le porte de carcere. 

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