All'Eden l'incontro tra i bimbi nomadi e gli «anormali» bresciani

Festa della convivenza al cinema Eden con i bimbi e i ragazzi dei campi di via Orzinuovi e via Borgosatollo, protagonisti del progetto "Dasmi ya vast". In sala anche Galletti della Cgil per l'inziativa "Tutti a scuola"

Chissà quante volte i bimbi, i ragazzi dei campi nomadi di via Orzinuovi e di via Borgosatollo erano andati al cinema, prima delle serata di ieri al Nuovo Eden organizzata da Cgil, DEM e ArciRagazzi per celebrare il progetto "Dasmi ya vast" e l'iniziativa "Tutti a scuola".

Torna un po' alla memoria, a parti invertite, la storia degli abitanti di Macondo in Cent'anni di Solitudine, a bocca aperta davanti alla prima proiezione del film portato in paese dal gitano Melquíades, come ogni senza-terra fecondo collegamento tra gli uomini. Perché, sempre più confinati in campi ben delimitati, sono proprio i nomadi, oggi, a rischiare di diventare i cittadini di una nuova Macondo, non più immaginaria ma fatta di roulotte spinte verso i margini lontani del cemento urbano, parcheggiate a fianco di tangenziali e autostrade.

A ben vedere, è sempre stato così dalla notte dei tempi, da quando Caino fondò Enoc, la prima città, mentre il popolo eletto di Abramo continuò a errare per il mondo. Nomani e ebrei, emblemi viventi di chi non ha patria, i più perseguitati dell'umana storia (perseguitati, appunto, dai discendenti di Caino, colui che uccise il fratello).

Quello che ora è cambiato, è l'avvento della peggior crisi dell'economia capitalistica dalla grande depressione, crisi che poi sfociò nella seconda Guerra Mondiale, e il ciclico - perché la storia non insegna mai nulla - aumento del razzismo (cavalcato da estrema destra e popolulismo) nei confronti delle minoranze, additate come capro espiatorio, "stirpi che non hanno una seconda opportunità sulla terra”, per restare al già citato Cent'anni di Solitudine.


Ben vengano, dunque, progetti come quello di "Dasmi ya vast", in cui la parola accoglienza si è incontrata con la vita di ogni giorno, entrando nella scuole elementari e medie della provincia, per far vedere che in fondo anche "i nomadi mangiano i cibi italiani", anche loro "pregano un unico Dio", come hanno scritto alcuni bimbi della 4^ A di Rovato sui cartelloni appesi all'ingresso dell'Eden. Perché è proprio da questi piccoli particolari, allo sguardo degli adulti forse stupidi e insignificanti, che la con-vivenza (il vivere insieme) diventa un fatto concreto, tangibile.

Il progetto è stato reso possibile grazie a fantastiche persone, combattenti di cui la storia non ricorderà mai il nome, che dal 2010 si sono prese cura dei campi di Via Borgosatollo e di via Orzinuovi, quest'ultimo in fase di sgombero, con il trasferimento in abitazione di chi ci abitava. "Si devono integrare", e mai parola fu più stupida e razzista, perché non riesce a superare la triviale, nefasta logica della sopraffazione da parte del più forte: "Se stai qui ti devi adeguare al nostro modo di vivere", e non si capisce perché questo vivere non possa essere un vivere insieme, nella diversità.

Prima della proiezione del film "Dimmi che destino avrò" - una pellicola che racconta il viaggio di Alina, ragazza Rom - Damiano Galletti, segretario Cgil, ha ricordato anche la raccolta fondi intitolata "Tutti a scuola", che ha permesso a più di 100 bambini di poter continuare a frequentare le lezioni, dopo che la Giunta Paroli ha tagliato loro servizio bus e mensa: "Non si può fare discriminazione (!) tra le famiglie che pagano e quelle insolventi". Da quando, però, le colpe dei padri devono ricadere sui figli, la cui maggior parte non ha più di dodici anni?
In tutto sono stati raccolti 23.000 euro, in parte grazie a sindacato e fondazione Piccini, in parte grazie alla generosità dei bresciani.

Durante la serata, sul palco sono state cantate da Alessandro Adami alcune canzoni inerenti al tema del nomadismo e del migrare, scritte da autori immortali quali Jannacci, Lolli e De Andrè. L'arte, in fondo, è proprio questo dialogo infinito col grande Altro, l'Altro da Noi... "finchè un uomo ti incontra e non si riconosce, e ogni terra si accende e si arrende la pace".

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