Cronaca Piazza della Loggia

A Brescia il primo progetto di contenimento degli sfratti

Contro la crisi un fondo di garanzia rotativo di circa 200mila euro che permetterà agli inquilini in morosità involontaria di evitare lo sfratto. L'assessore Bianchini: "Vogliamo fermare il processo di ricaduta che colpisce le fasce deboli"

Dopo un lungo e laborioso periodo di lavoro in cui sono stati coinvolti tutti i soggetti a vario titolo interessati, dal Comune alle associazioni dei proprietari, dalle associazioni degli inquilini all’Aler di Brescia, e in seguito alla sottoscrizione dell’accordo del 16 settembre scorso, il Comune di Brescia dà corso all’attuazione del progetto finalizzato al contenimento degli sfratti, accompagnato dal rilancio delle locazioni a canone agevolato. Per la prima volta in Italia, e dunque con gli occhi puntati da parte delle Regioni italiane, Lombardia in primis, un’iniziativa dal grande respiro solidale che dal 3 ottobre ridurrà sensibilmente quegli sfratti amari dovuti alla morosità involontaria dell’inquilino.

“Si è concluso positivamente lo sviluppo di questo progetto pilota cominciato due anni fa – spiega l’Assessore alla Casa Massimo Bianchini – proseguito con l’inserimento a bilancio dei 200mila euro, passando per la delibera dell’8 luglio e la firma del 16 settembre, dove tutte le associazioni hanno firmato questa iniziativa di contenimento dello sfratto. La crisi purtroppo ha innescato un processo di ricaduta nei confronti delle fasce più deboli della popolazione, dove spesso la morosità è determinata da eventi esterni alla volontà dell’inquilino, come la perdita del lavoro o la cassa integrazione”.

Il progetto è rivolto a proprietari di immobili e inquilini che hanno in corso una procedura di sfratto per morosità involontaria, e dunque riconducibile a problemi di natura economica dell’inquilino stesso. Il proprietario rinuncia allo sfratto e a riscuotere il 50% della morosità pregressa, ricevendo in cambio in una soluzione unica il restante 50% tramite istituto bancario scelto dal Comune. La banca scelta anticipa la somma per conto dell’inquilino, pronto a restituirla in rate mensili ripartite in due o tre anni. Il già citato fondo di garanzia rotativo dovrebbe autoalimentarsi: i soldi restituiti verranno poi usati per aiutare altre famiglie in difficoltà.

“Non potevo non essere partecipi a questo progetto – commenta Giacomina Bozzoni dell’Aler di Brescia – per salvaguardare quei ceti deboli che hanno dovuto subire la perdita del lavoro, confermando così la nostra missione e funzione, occuparci delle classi meno abbienti. Questo progetto si dimostrerà presto una buona pratica da esportare, in grado di raccogliere molti consensi”.

“Ai problemi economici sostanziali spesso si aggiungono le necessità reali e lo stesso affitto – aggiunge il dottor Ivo Amendolagine – in una situazione grave in cui ci siamo dentro tutti, inquilini, proprietari ed enti pubblici. Questo principio rotativo guarda alla coscienza di tutti, di chi aiuta e di chi è aiutato, una responsabilità sociale che può aiutare e salvaguardare uno dei settori più importanti dell’economia cittadina”.

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