Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca San Polo / Via Vittorio Gatti

Blitz al campo nomadi e alle casette occupate: nei guai 5 ragazzi bresciani

A quanto pare sono cinque ragazzi bresciani, tutti studenti, i responsabili del doppio blitz “incendiario” il 10 febbraio scorso alle casette di Via Gatti e al campo nomadi di Rezzato

Sono cinque ragazzi bresciani, tutti studenti di buona famiglia, gli unici indagati per il doppio blitz incendiario del 10 febbraio scorso, prima alle casette occupate di Via Gatti a Brescia e poi contro il campo nomadi di Rezzato, solo poche ore più tardi. Quattro di loro hanno solo 18 anni, all'ultimo anno di superiori, il più grande ne ha 19, iscritto da qualche mese all'università. Sono stati individuati grazie alla targa dell'auto di uno di loro, inquadrata dalle telecamere di videosorveglianza.

Agli inquirenti hanno raccontato di averlo fatto quasi per gioco, insomma una “bravata”, addirittura per “smaltire” i botti e i petardi che erano avanzati da capodanno. Sarebbero stati lanciati tre petardi modello Thunder, in vendita regolarmente nel mercato pirotecnico ma comunque in grado di provocare un “botto” considerevole.

Comunque nessuno si è fatto male, per fortuna: i cinque giovani sono comunque indagati per getto pericoloso di cose, danneggiamento e violazione di domicilio. Dalle prime indiscrezioni sembrava fossero state lanciate delle bombe carta.

I cinque hanno negato di appartenere a qualsiasi movimento politico, tantomeno di estrema destra: circostanza che sarebbe stata confermata dagli accertamenti degli inquirenti, che hanno verificato anche i profili social dei ragazzi denunciati. Si è comunque parlato di un “attacco” di matrice razzista o xenofoba. Ora si trovano in stato di libertà, mentre attendono l'inizio del processo.

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