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Brescia: permessi facili, 130 indagati tra dipendenti e avvocati

Al centro dell'inchiesta della Procura, le pratiche per la regolarizzazione di extracomunitari prive dei requisiti previsti dalla legge

Centotrenta persone hanno ricevuto l'avviso di chiusura indagini nell'ambito dell'inchiesta della Procura della Repubblica di Brescia sulla vicenda dei cosiddetti 'permessi facili'.

Si tratta dei dipendenti dello Sportello Unico per l'Immigrazione, di migranti, avvocati e consulenti che avrebbero creato un sistema per la regolarizzazione di persone che non ne avevano i requisiti, in cambio di denaro.

Gli indagati sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento dell' immigrazione clandestina. Le indagini della Procura di Brescia, coordinate dal procuratore aggiunto Sandro Raimondi, fanno riferimento alle domande di regolarizzazione presentate per il decreto flussi e per le sanatorie del 2007 e del 2009.

I sindacati si dicono "stupiti" delle accuse, e attaccano un provvedimento che arriva a colpire un intero ufficio pubblico "sparando nel mucchio senza fare distinzione alcuna".

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