Cronaca

A2A: disaccordo in giunta. Paroli smentisce Di Mezza

«L'assessore Di Mezza, come è giusto che sia, è preoccupato di fare quadrare i conti, - ha dichiarato il sindaco Adriano Paroli - ma aA2A è un'azienda troppo preziosa per questa città per essere messa sul mercato»

C’è disaccordo sul destino di A2A all’interno della giunta comunale di centrodestra. Dopo le polemiche scaturite dalle dichiarazioni dell’assessore al bilancio Di Mezza, che aveva definito “non più un tabù” la cessione delle quote bresciane (dichiarazioni a cui l’opposizione aveva risposto subito con un secco no), ora interviene in merito il sindaco Paroli, smentendo di fatto il suo assessore: «dico che l'assessore Di Mezza, come è giusto che sia, è preoccupato di fare quadrare i conti. Ma aggiungo che il testo del decreto è generico e che A2A è un'azienda troppo preziosa per questa città per essere messa sul mercato. La multiutility sconta purtroppo il prezzo di una fusione fatta in modo colpevolmente frettoloso per via della scadenza elettorale, una fusione non condivisa e non voluta dal Consiglio comunale di allora. Rimpiango molto la territorialità della vecchia Asm».

Quindi, la politica su A2A dell’attuale giunta è all’opposto di quanto pronosticato da Di Mezza, dato che, «se fosse possibile, se cioè avessimo le risorse, vorrei che Brescia potesse detenere il 51% delle quote di A2A per sé. Questo per dire che la multiutility non si tocca e che resto dell'idea di mantenere pubblica la partecipazione di maggioranza, in linea del resto con la strategia milanese. Inoltre, tra poco c'è il rinnovo delle cariche e A2A avrà una gestione bresciana. Ritengo che troppe siano state le energie spese sul caso Edison rispetto alle ricadute cittadine e trovo incoerente Tremonti, che, da un lato, chiede a Brescia e Milano di tutelare la presenza in questa partita e, dall'altro, ci invita a scendere al 40%».
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

A2A: disaccordo in giunta. Paroli smentisce Di Mezza

BresciaToday è in caricamento