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Due anni, malata di tumore: il Civile chiede 49.000 € per le cure

Eralda Graci è arrivata dall'Albania per portare a far operare al Civile la sua bambina di 23 mesi malata di tumore. Ora l'ospedale le ha presentato un conto salatissimo: 49mila euro. Motivo: questioni burocratiche

È arrivata dall’Albania per portare a far operare al Civile la sua bambina di 23 mesi malata di tumore. Ora l’ospedale le ha presentato un conto salatissimo: 49mila euro. La storia di Eralda Graci e della sua piccola figlioletta Deliada inizia un anno e mezzo fa, quando gli occhietti della neonata si aprirono per la prima volta al mondo nell’ospedale di Tirana: subito le venne diagnosticato l'astrocitoma pilocitico del chiasma, tumore che colpisce il cervello e le terminazioni nervose ottiche.

Ma l’'ospedale «Nene Tereza» di Tirana non è in grado di curare in modo adeguato la bambina. La speranza ricade sull'ospedale Civile, in Italia l’unico in grado di assistere Deliada. A gennaio arriva nel nostro paese per iniziare le cure  nel reparto di oncoematologia pediatrica . Il 17 agosto, però, un'infermiera si avvicina a Eralda Graci, e invece di accompagnare sua figlia a fare gli esami, le presenta un conto di 49.000 euro, invitandola a lasciare l'ospedale senza cure, con il chiaro messaggio che, a causa del debito accumulato, Deliada non può più accedere a nuove cure, sebbene esse siano per lei vitali.

LEGGI LA REPLICA DEL CIVILE

È Massimiliano Nicolini, presidente della Fondazione Caritate Christi Compulsi onlus di Brescia, che ha reso pubblica la storia. Secondo quanto spiega Nicolini, il Civile chiede a Eralda di pagare le cure da marzo a luglio 2011, quando la piccola era «in una situazione ibrida , cioè aveva solo un visto turistico poi scaduto ma aveva comunque il certificato Stp del Sistema sanitario nazionale, che autorizza gli enti ospedalieri a somministrare servizi e cure alla stessa stregua di quelle dovute a qualunque cittadino italiano». Insomma, una questione burocratica. Non importa se si sta passando sopra la vita di una bimba di due anni malata di tumore. C’è la crisi, da qualche parte bisogna pur iniziare a tagliare.


 

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