Ragazza uccisa in chiesa dal sagrestano, il killer gode della semilibertà

Il killer di Elena Lonati, la studentessa brutalmente ammazzata nell'agosto del 2006 nella chiesa Santa Maria di Mompiano da questo inverno può uscire da Canton Mombello la mattina e farvi ritorno la sera. Potrebbe tornare il libertà tra pochi anni

Elena Lonati

Era andata in chiesa per accendere una candela e ricordare la nonna scomparsa ed è stata brutalmente ammazzata dal sagrestano. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Elena Lonati avrebbe avuto un diverbio con il sagrestano Chamile Wimal, poi degenerato.

L'uomo di origine cingalese l'avrebbe invitata ad uscire, il santuario era già chiuso: dalla discussione sarebbe nato un battibecco e il giovane l'avrebbe spinta all’indietro. Con troppa forza: la 23enne sarebbe caduta, sbattendo la testa sul poggiapiedi di un banco da preghiera, perdendo i sensi.

Il giovane Chamile, che tutti chiamavano Camilllo, avrebbe perso la testa e in preda ad un raptus di follia avrebbe recuperato dei sacchi di plastica nera e del nastro adesivo da cantiere, ricoprendo da cima e piedi Elena, tappandole la  bocca e gli occhi. Poi l'avrebbe trascinata sulla scala di un pulpito, per nasconderla.

Tutto è accaduto la mattina del 18 agosto di 10 anni fa. Da allora i genitori di Elena convivono con una marea di interrogativi, oltre che con lo straziante dolore per la perdita della propria giovane figlia. Dubbi che hanno rivelato in un'intervista rilasciata al Giornale di Brescia.  

A parlare è il padre della giovane studentessa scomparsa, che rivela: "Non riesco a credere che Chamile abbia fatto tutto da solo, non riuscirò a convincermi che un sagrestano così esile abbia potuto trascinarla da solo per quelle scalette anguste". I genitori di Elena stentano a credere che si sia trattato di un litigio degenerato: “Io e Elena incontravamo spesso il giovane cingalese - racconta ancora l'uomo - lui non le staccava gli occhi di dosso". 

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Chamile, ora 32enne, è stato condannato per omicidio a 18 anni e 6 mesi, ma da quest'inverno, grazie alla buona condotta, gode della semilibertà e di giorno può lasciare Canton Mombello. Inoltre, grazie allo sconto della pena, che si è procurato scegliendo di essere processato con rito abbreviato, potrebbe essere libero prima di compiere 40 anni.  In tempo per ricostruirsi una vita, dopo aver brutalmente spezzato quella di una giovane studentessa. 

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