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Moschea, chiese e un tempio sikh: allo studio 5 nuovi luoghi di culto

Cinque richieste per altrettanti luoghi di culto: una moschea, un tempio sikh, due chiese cristiane, una chiesa per i Testimoni di Geova. Tutto al vaglio della variante al Piano di Governo del Territorio di Brescia

Cinque richieste ‘straniere’ per altrettanti luoghi di culto: già individuate le location, ora al vaglio delle dovute Commissioni in vista della già annunciata variante al Pgt, il Piano di Governo del Territorio della città di Brescia. Ci sarebbe soltanto una nuova moschea; poi un tempio sikh e tre chiese cristiane, la confessione ortodossa moldava, quella ghanese e gli immancabili Testimoni di Geova.

Richieste quasi naturali, a fronte di una popolazione che tutto sommato in città ha retto l’urto della crisi e del calo demografico solamente grazie ad un costante flusso migratorio. Gli stranieri a Brescia sono più di 30mila, oltre il 15.3% del totale.

Molti di loro, ovviamente, professano una religione diversa da quella cattolica. E se la maggioranza islamica è abbastanza coperta non mancano come detto le richieste in arrivo dalle altre confessioni. Una moschea potrebbe intanto sorgere in Via Grazzine, al civico 31, a due passi dall’ospedale Civile.

Dove l’associazione Husan Ul Islam avrebbe già richiesto il cambio di destinazione d’uso per un vecchio capannone artigianale ormai abbandonato. Già utilizzato in via temporanea lo scorso anno, in occasione delle preghiere e delle liturgie legate al sacro Ramadan.

Nel quartiere Primo Maggio, a ovest della città, dovrebbe invece sorge un centro culturale di religione sikh, culto monoteista nata in India settentrionale nel XV secolo e ora diffusa anche al di fuori dei confini indiani. Lo spazio ideale, per ora, in Via Bonardi 25: un fabbricato nemmeno troppo piccolo, e in cui oltre alle stanze per l’associazione si potrebbe ricavare una sala per la preghiera.

In Via Valsaviore, non lontano dalla Mandolossa, un altro capannone potrebbe trovare nuova vita religiosa: interesserebbe ai cristiani del Ghana del Christ Ministery International. I Testimoni di Geova invece – che hanno già due chiese in Via Canneto e in Via Veneto – sono a ‘caccia’ di una nuova e più ampia struttura. Un po’ come i cristiani ortodossi della Moldavia, con qualche soldo in tasca ma senza idonea sistemazione.

Tutto fermo intanto per la nuova chiesa ortodossa della Romania: cantiere già aperto a Sanpolino, ma che ‘viaggia’ a rilento causa ritardi nei finanziamenti. La comunità rumena cercherebbe pure dei nuovi benefattori, per una nuova chiesa. 

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