Invalido, senza casa e lavoro: minaccia di darsi fuoco

Maurizio Bonocore, 49enne di Nave, aspetta da 8 mesi che gli venga consegnato un alloggio popolare: "Se gli assistenti sociali non mantengono le promesse mi do fuoco"

Maurizio Bonocore, 49enne disoccupato ed invalido, si barricherà nel Comune di Nave con tanto di tanica di benzina se non gli verrà dato, come promesso dagli assistenti sociali che lo seguono da un paio d’anni, un alloggio popolare

“Sono il primo della graduatoria Aler da otto mesi – dice Maurizio – ma ad oggi non mi hanno ancora dato nessun appartamento, dicendo che tra quelli liberi non ce n’era nessuno che fosse privo di barriere architettoniche e quindi adatto alle mie condizioni. In realtà mi sono passate davanti le famiglie di extra comunitari.”

La sua è storia è purtroppo una come tante, come troppe: faceva il cameraman per una televisione del milanese ed ha dovuto cambiare lavoro quando gli è stato diagnosticato il diabete, trovando un’occupazione come magazziniere ad Ossimo. Poi le complicanze legate alla patologia lo hanno privato della gamba sinistra (che gli è stata amputata nel 2010), della vista da un occhio e del posto di lavoro. Maurizio è quindi finito in strada e per due anni ha dovuto condurre la vita del senzatetto. Nel 2013 è arrivato a Nave grazie all’intervento di un privato cittadino, che si è preso a cuore la sua situazione e gli ha dato in uso un piccolo appartamento. Ma la pensione d’invalidità che percepisce - 289 euro mensili - non gli premetto di mantenersi e di curarsi al meglio.

“Mi è stata riconosciuta l’invalidità al 100% , ma non l’assegno d’accompagnamento - spiega Maurizio -. Della pensione che percepisco mi rimane ben poco: 250 € vanno per l’affitto e con i restanti 39 dovrei fare la spesa e pagarmi  le 18 medicine che devo prendere ogni giorno. Andare avanti così è impossibile, nonostante i piccoli aiuti in generi alimentari offerti dal comune e dagli enti assistenziali della città”

La sua è una storia di miseria e abbandono. Maurizio ha così scelto la via della protesta plateale per denunciare non solo la sua condizione, ma anche quella delle tante persone che vivono situazioni di estremo disagio: “Portate le telecamere perché, se entro fine mese non mi danno quanto promesso, giuro che mi do fuoco- avverte dopo essere uscito dagli uffici comunali -. Sono disperato, non ho nulla da perdere e sono pronto a tutto".

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