Cronaca

Frode per vendere carburante a basso prezzo: incastrati dai benzinai bresciani

Le segnalazioni di onesti gestori di pompe di benzina della nostra provincia hanno fatto scattare le indagini della Guardia di Finanza: smantellata un'organizzazione criminale che aveva rapporti con la camorra

Le Indagini, scattate nel dicembre 2017, si sono concluse all'alba di mercoledì mattina con l'arresto delle sette persone che componevano l'associazione a delinquere: in manette i due broker mantovani, quattro imprenditori residenti in Campania e uno in Abruzzo. Nei guai anche i gestori di pompe di benzina che rivendevano il carburante del sodalizio: non solo erano a conoscenza della frode, ma traevano un doppio guadagno. 

Il gruppo importava gasolio acquistandolo in nero dalla Croazia e dalla Slovenia. Le operazioni finanziarie passavano invece da società formalmente registrate in Bulgaria, Romania e in Italia che emettevano fatture per operazione inesistenti allo scopo di fregare l'erario e non versare l'Iva. 

La base dell'organizzazione era un vero proprio bunker, scovato dagli investigatori nella provincia di Napoli. Un 'covo' molto simile a quelli utilizzati dalla mafia, dotato di telecamere di sorveglianza interne ed esterne e di una porta blindata. Le indagini hanno permesso di accertare che il sodalizio aveva rapporti consolidati con la camorra. All'interno del nascondiglio è stato pure trovato un 'pizzino': un documento sul quale era scritta a chiare lettere la fetta di torta da spartire con l'organizzazione mafiosa. 

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