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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca Centro / Via Fratelli Bandiera

Movida al Carmine: il fratello di Paroli fa causa al Comune

Il Comune di Brescia citato in giudizio per "danni da movida", il 15 gennaio la prima udienza. Per Gianfranco Paroli, fratello dell'ex sindaco Adriano, al Carmine la situazione è ancora insostenibile: "Ci abbiamo rimesso in salute"

Braccio di ferro infinito a Brescia sulla questione della movida. In questi giorni è tornato alla carica Gianfranco Paroli, il fratello dell’ex sindaco Adriano, proprietario di un’abitazione in Via Fratelli Bandiera: nel cuore del Carmine, nel cuore della movida di un quartiere che negli anni si è rilanciato.

Così arrabbiato da aver citato in giudizio il Comune per “danni da movida”. La prima udienza è stata fissata il 15 gennaio prossimo: Paroli e moglie attaccano, “le nostre condizioni di salute sono peggiorate”. Troppo ‘casino’, schiamazzi e rumori fino a tardi, notti insonni ad ascoltare il chiacchiericcio di giovani spesso ubriachi.

Il sindaco Emilio Del Bono risponde a suon di ordinanze: dalla sua elezione in poi infatti il fenomeno è stato arginato con l’obbligo di chiusura anticipata per i bar del Carmine e dintorni, non oltre l’una e mezza di venerdì e sabato, non oltre l’una durante la settimana.

Braccio di ferro, appunto. Perché dall’altra parte sono i titolari dei locali ad alzare la voce, a chiedere che si possa recuperare almeno un’altra mezzora, “perché già ci si mette la crisi, poi il maltempo, e per noi è sempre più difficile lavorare”. Mediare è sempre difficile, e comunque dal Comune l’ennesima conferma: le ordinanze non si toccano.

Si lavora intanto ad un’altra ipotesi ‘contenitiva’: squadre di vigilantes volontari, che certo non andrebbero in giro a minacciare i ‘gnari’ con il bicchiere in mano, ma chiederebbero loro semplicemente di abbassare la voce, dopo un certo orario.

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