Morto il giudice Emilio Quaranta: aveva indagato sulla piccola Desirée

Si è spento a Brescia a 73 anni dopo una lunga malattia il giudice foggiano Emilio Quaranta, ex procuratore generale per il Tribunale dei Minori. Tra i suoi casi più eclatanti anche l'omicidio di Desirée Piovanelli

C’è chi con affetto ricorda il suo impegno "sempre dalla parte dei più deboli”. Per quasi 10 anni, infatti, era stato Procuratore della Repubblica per il Tribunale dei Minori di Brescia. Emilio Quaranta si è spento a 73 anni, dopo una lunga malattia che negli ultimi mesi non gli aveva più lasciato scampo.

Morto a Brescia, la città che lo aveva accolto e amato e che oggi ne piange la scomparsa. Foggiano d’origine ma bresciano d’adozione, nella nostra provincia addirittura dagli anni ’70. Dopo aver lavorato a Matera infatti era diventato Pretore a Salò, fino al 1977.

Poi, il trasferimento a Brescia. Ancora in Pretura, fino al 1989. Altri incarichi importanti, fino alla nomina di Procuratore generale della Repubblica, al Tribunale dei Minori. Da pochi anni era stato nominato Garante dei detenuti – anche qua, i ‘deboli’ – del carcere bresciano di Canton Mombello.

Lo ricordano con affetto gli amici e i colleghi, in particolare proprio la direttrice del carcere, Francesca Gioieni. Nella sua lunga carriera ha seguito decine e decine di casi: il più eclatante quello di Desirée Piovanelli, la ragazza di Leno uccisa nel 2002 da tre minorenni e dal vicino di casa. 

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