Nel Bresciano più che raddoppiati i morti sul lavoro: la causa è il Coronavirus

Lo rivela un'analisi di Cisl Lombarda, condotta sulla base dei dati Istat. Nei primi 6 mesi del 2020 si sono registrati 34 infortuni mortali nella nostra provincia, 25 riconducibili al Covid.

Foto d'archivio

Calo del numero degli infortuni, ma impennata di croci sul lavoro. Nel Bresciano, come nel resto della Lombardia: una relazione inversamente proporzionale causata dalla pandemia di coronavirus. A livello regionale e provinciale raddoppiano infatti le morti bianche rispetto al 2019, ma la maggior parte dei decessi sono riconducibili alle denunce relative alle infezioni da Covid. 

177 croci in Lombardia

Sono 177 gli incidenti sul lavoro mortali avvenuti in Lombardia tra gennaio e luglio 2020: oltre il doppio rispetto agli 88 avvenuti nello stesso periodo del 2019. Nel Bresciano si contano 34 denunce di morte sul lavoro, di cui 25 riconducibili al Covid: nel 2019 erano state in tutto 16. L'aumento maggiore a Cremona: con 22 decessi contro uno solo dell'anno passato. Significativo anche l'incremento di Bergamo, che in termini assoluti fa registrare la crescita maggiore: 36 morti bianche tra gennaio e luglio 2020, ben 25 in più rispetto al 2019. 


Diminuiscono gli infortuni non mortali

Si registra invece una diminuzione del 14,7% degli infortuni non mortali. Un calo che si deve al forte rallentamento dell’attività produttiva causata dal lockdown. Dai 71.444 di gennaio-luglio 2019, si è passati ai 60.899 del 2020. A livello nazionale la diminuzione è del 23,7%. Un dato di 9 punti superiore. 

Attenzione però: i numeri vanno analizzati tenendo conto della sospensione di molte attività durante il lockdown e delle tante ore di cassa integrazione che in Lombardia ha toccato livelli mai visti prima. 

Come ammesso dallo stesso istituto, il confronto tra i mesi del 2020 e del 2019 è da ritenersi, fino ad ora, poco significativo per due ragioni. In primo luogo per la sospensione, in tutto il territorio nazionale - tra il 9 marzo e parte del mese di maggio di quest’anno - di ogni attività produttiva considerata non essenziale. In seconda battuta per via dell’inclusione, a partire dalla rilevazione dello scorso marzo, delle denunce di infortunio relative alle infezioni da Covid-19 avvenute nell’ambiente di lavoro o a causa dello svolgimento dell’attività lavorativa e in itinere. 

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 "Il calo è un'illusione"

Anche il segretario provinciale della Cisl Paolo Reboni avverte: "Se guardiamo unicamente alle tabelle dell’Istituto gli infortuni sono davvero in calo: a Brescia si è passati dagli 8.310 dello scorso anno a 7.149 denunce, vale a dire il 14 % in meno rispetto al 2019. Ma mettendo in relazione il dato con le ore lavorate non credo proprio si possa parlare di un calo."

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