La lunga scia di sangue delle morti bianche: sono 17 da inizio anno

La provincia di Brescia si conferma, come avviene ormai da anni, prima in Italia nella classifica delle morti bianche: "La crisi, pesantissima, ha prodotto un abbassamento delle tutele sulla Sicurezza"

Dal primo gennaio a ieri, lunedì primo ottobre, in Italia si registrano 468 morti sul lavoro. Sarebbero oltre 910, se si aggiungono le morti bianche "in itinere", ovvero avvenute nel recarsi sul luogo di lavoro (tipo incidenti stradali).

La Lombardia ha 57 morti e la provincia di Brescia, con 17 morti, risulta prima in questa triste classifica assieme a Torino, se si esclude la provincia di Modena che ha tantissimi lavoratori morti per il terremoto.

Brescia è ai vertici di questa classifica ormai da anni. Basti fare un confronto confronto con Milano dove, da inizio anno, sono morti 5 lavoratori. Nel Bresciano, come detto, sono 17: più del triplo, dunque, nonostante il numero di lavoratori sia di gran lunga inferiore.

"La crisi, pesantissima,  ha prodotto un abbassamento delle tutele sulla Sicurezza - osserva Carlo Soricelli, dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro -, soprattutto in piccole e piccolissime aziende, ed è per questo che nonostante il numero dei disoccupati sia aumentato esageratamente non si assiste anche quest'anno ad un calo consistente di lavoratori che muoiono lavorando".

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