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Monica Rizzi ammette: «Non mi sono mai laureata in psicologia»

La politica fedelissima di Umberto Bossi lo ha ammesso tramite il suo avvocato Alessandro Diddi. Continuano intanto le inchieste a suo carico, una sull'usurpazione del titolo di psicologa, l'altra sui dossier contro i nemici del Trota

Tramite il suo legale Alessandro Diddi, Monica Rizzi, grande prescelta di Umberto Bossi, ammette di non essersi mai laureata. Tuttavia, ribadisce di non aver mai fatto false dichiarazioni a pubblici ufficiali, né di centrare alcunché con i dossier contro gli esponenti leghisti avversi al Trota, Renzo Bossi.

Su entrambe le vicende sono attualmente in corso due indagini. Quella riguardante l'usurpazione del titolo di psicologa e l'esercizio della profesione, è curata dal pm Leonardo Lesti. Mentre il pubblico ministero Fabio Salomone indaga sulla macchina del fango contro gli avversari interni al figlio del Senatur, con l'accusa di violazione della privacy e trattamento illecito di dati protetti.


Nell'inchiesta, che ha portato anche alla perquisizione degli uffici della Rizzi, si sta cercando di risalire al mandante dell'intromissione nel sistema informatico della Guardia di Finanza da parte del Maresciallo Francesco Cerniglia, in cerca di dati e informazioni compromettenti.

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