Fatture false e guadagni illeciti per milioni di euro: arrestati tre imprenditori bresciani

Una frode fiscale da quasi 300 milioni di euro.Al vertice dell'organizzazione, che comprendeva 25 persone e interessava 23 aziende nazionali ed estere, tre imprenditori bresciani e due consulenti tributari di origine pugliese

Immagine d'archivio

C'erano tre imprenditori bresciani, attivi nella produzione di materiale plastico, al vertice dell'associazione a delinquere sgominata dalla Guardia di Finanza di Brescia. Sono accusati di frode fiscale e per loro, all'alba di venerdì mattina, sono scattate le manette e si sono aperte le porte del carcere.  

Secondo gli inquirenti P. A. (54enne), A. E. C. (59enne) e S. M. (55enne) erano la mente organizzativa del gruppo criminale - che comprendeva 25 persone e 23 società dislocate in tutto il mondo - e i principali beneficiari della sofisticata e ingente frode fiscale messa in atto. 

Nei guai altre due persone che, secondo l'accusa, erano i 'consulenti' in materia tributaria del trio di imprenditori bresciani: dispensavano consigli su come aggirare la normativa per ottenere maggiore profitti, ed eludere i controlli. Non solo: sempre secondo le forze dell'ordine, i due, pugliesi, partecipavano direttamente alla gestione delle 23 società (di cui solo 5 realmente operative) manipolando la contabilità. Per loro sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Sono cifre da capogiro quelle dell'operazione 'Cerbero' conclusa dai militari della Tenenza di Manerbio, dopo un lungo periodo di indagini, condotte, principalmente, attraverso le intercettazioni ambientali (ben 32mila le conversazioni analizzate). Le aziende gestite dal sodalizio criminale hanno emesso fatture false per circa 280 milioni di euro e guadagnato illecitamente circa 100 milioni di euro. 

In buona sostanza le 18 società 'cartiere'  - dislocate in  Italia, Slovenia, Bulgaria, Romania e Stati Uniti - si occupavano di emettere documenti falsi per permettere alle aziende realmente operative di non pagare l'Iva ed altre imposte: in questo modo gli imprenditori riuscivano a tagliare i costi vendendo sottocosto materiale plastico (di provenienza estera). 

I sequestri, effettuati in diverse regioni dai finanzieri di Brescia, hanno congelato permesso di recuperare, per ora, circa 98 milioni di euro. 

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