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Cronaca Centro / Via Carlo Cattaneo

Barba, capelli e sorrisi: è la fine di un'epoca, Maurizio chiude dopo 45 anni

Tra pochi giorni abbasserà la serranda Maurizio Coiffeur, punto di riferimento per intere generazioni e per il clero bresciano

Vescovi e sacerdoti; almeno tre generazioni di bresciani: sulle poltrone - con vista sulle volte affrescate risalenti al '700 - del negozio "Maurizio Coiffeur" di via Cattaneo a Brescia si sono sedute centinaia di persone. Per un taglio di capelli d'autore o per un'impeccabile rasatura di barba e baffi rigorosamente accompagnata dai racconti dei viaggi nei luoghi più reconditi del mondo del titolare Maurizio Libanoro.

Poche serrande alzate

Momenti di relax e di cura dell'anima, oltre che della chioma, che hanno però i giorni contati: alle 20 di sabato 31 dicembre il negozio, punto di incontro e di riferimento per tanti bresciani, abbasserà per sempre la serranda. Per Maurizio - per tutti 'Mauri' - dopo 45 anni è arrivato infatti il momento di dedicarsi a tempo pieno alle sue passioni: i viaggi e la fotografia. Il suo salone era una delle poche attività rimaste aperte nella zona.

"Ho iniziato a fare questo mestiere che non avevo nemmeno 15 anni e mi ha dato davvero tantissime soddisfazioni, ma adesso è arrivato il momento di dire basta", racconta il 61enne mentre sfoglia l'album dei ricordi.

"Ho cominciato a lavorare in un salone di Desenzano appena dopo il diploma di terza media, poi mi sono trasferito a San Martino della Battaglia, infine a metà degli anni '80 sono arrivato nel centro di Brescia e ho aperto la mia attività. Era un altro mondo: su questa via c'erano almeno 12 o 13 bar, adesso ne è rimasto solo uno e i negozi sono praticamente tutti chiusi. Allora la zona era una sorta di paese nella città, ora è praticamente un dormitorio". 

Il tempo dei saluti

Nonostante la concorrenza "brutta, più che spietata" - così la definisce Maurizio -, l'agenda del 61enne in questi ultimi giorni di apertura è colma di appuntamenti: tutti vogliono un ultimo taglio dal barbiere al quale si sono sempre affidati. Per qualcuno di loro è già arrivato il tempo dei saluti, accompagnato da un pizzico di tristezza e da un leggero senso di smarrimento: "In tanti mi hanno chiesto di consigliare loro un salone dove andare, ma sinceramente non riesco a dare indicazioni - spiega mostrando le mani provate da anni di tagli e rasature - . Il nostro è un mestiere che richiede esperienza e spirito di sacrificio: ho provato a cercare qualche giovane al quale cedere l'attività, ma nessuno era disposto a prendersi la responsabilità e a scarificare sabati e festività".

Restano i ricordi dei tagli fatti a ben 4 vescovi di Brescia (Foresti, Sanguineti, Beschi e Tremolada) e a intere famiglie: nonni, figlie e nipoti le cui chiome sono passate sotto le sapienti mani dello storico barbiere cittadino. Come i tanti, tantissimi attestati di stima ricevuti in questi giorni di addii. Il più bello? "Sicuramente il ritratto che mi ha fatto una bimba di soli 5 anni, alla quale taglio da sempre la frangetta: nei giorni scorsi si è fatta accompagnare in negozio dal papà solo per consegnarmi personalmente il disegno ed è stato commovente". 

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