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Omicidio Yara: Bosetti a Brescia per chiedere i domiciliari

Martedì mattina i legali del muratore di Mapello hanno rinnovato la richiesta degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico: è la decima istanza. Bosetti ha assistito all’udienza, ma è rimasto in silenzio.

BRESCIA. È durata circa mezz’ora l’udienza per il ricorso presentato dalla difesa di Massimo Bossetti contro la decisione della Corte d'Assise di Bergamo, che il 22 dicembre scorso ha respinto la richiesta di scarcerazione con braccialetto elettronico per il muratore di Mapello. All’udienza erano presenti Massimo Bosetti, il pm Letizia Ruggeri e i difensori del carpentiere: Claudio Salvagni e Paolo Camporini. 

Bosetti, pur potendo rilasciare dichiarazioni, è rimasto in silenzio. “ Il nostro assistito confida nell’accoglimento della richiesta” hanno fatto spere i suoi  legali, che hanno spiegato: "Abbiamo ribadito che secondo noi la sentenza della Corte d'Assise di Bergamo è carente di motivazioni.”  

"La legge dice che - ha aggiunto Camporini -  la misura cautelare estrema deve essere applicata solo quando le altre misure sono inadeguate. Devono spiegarci quali reati può commettere stando chiuso in casa, con le sbarre alle finestre, perché il braccialetto elettronico è più che una sbarra alla finestra. Nelle precedenti 9 istanze questa spiegazione non ci è stata data.” GUARDA LA VIDEO INTERVISTA

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