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Carabinieri e vicini di casa sulla scena del crimine © Bresciatoday.it

Carabinieri e vicini di casa sulla scena del crimine © Bresciatoday.it

Tentato omicidio: fermato l'aggressore, la testimonianza shock dei vicini

Fermato e interrogato l'aggressore del 50enne accoltellato in strada nel quartiere Abba a Brescia. Le testimonianze shock dei vicini di casa

"Chiamate la Polizia, è stato l'ex marito di Elena a ridurmi così": questa la frase ripetuta più volte da Massimiliano Cappelli, l'uomo di origini casertane accoltellato lunedì mattina nel Quartiere Abba, dove abitata da  pochi mesi con la compagna Elena Cuomo e le figlie di lei. L'ex marito della donna sarebbe già stato rintracciato e fermato dagli agenti della Squadra Mobile di Brescia, che lo starebbero interrogando. 

Ad ascoltare e ad accogliere per prima le richieste d'aiuto del 50enne, raggiunto al torace da uno o più fendenti, è stata una vicina di casa che si trovava nel giardino del condominio al civico 29 della Traversa Sesta, proprio a pochi metri dal luogo della feroce aggressione.

"Massimiliano passeggiava da solo in strada, nervosamente, da circa una mezzora, probabilmente aveva un appuntamento con l'aggressore. Verso le 8.55 è arrivata una Berlina Bmw di colore nero, dalla quale è sceso un altro uomo. Senza dire nemmeno una parola lo ha accoltellato - ci racconta la donna -. Ho visto Massimiliano trascinarsi per alcuni metri e poi accasciarsi vicino alla ringhiera, così mi sono messa a urlare. Il suo aggressore è invece risalito in auto ed è andato via a tutta velocità".


Proprio le grida disperate della donna hanno attirato l'attenzione di un'altra vicina di casa (che ha avvisato il 112) e di suo marito, che si è invece precipitato in strada per prestare i primi soccorsi.

"Ho sentito mia moglie urlare e sono sceso di corsa in strada: Massimiliano perdeva molto sangue dal torace, così l'ho fatto sdraiare per terra e ho cercato di tamponare la ferita con un asciugamano - spiega Ciro Battipaglia, 51enne operaio edile -. È stato un gesto istintivo: ho cercato di premere sulla ferita per fermare l'emorragia. Lui continuava a ripetermi il nome dell'uomo che lo aveva aggredito, supplicando di avvisare la sua compagna. A un certo punto mi sono accorto che stava perdendo i sensi, così gli ho dato due schiaffi sulle guance e ho continuato a parlargli e a rassicuralo per tenerlo sveglio fino all'arrivo delle ambulanze".

Un intervento provvidenziale che potrebbe aver salvato la vita del 50enne casertano, che di professione fa la guardia giurata: trasportato d'urgenza al Civile, ora è ricoverato in gravissime condizioni nel nosocomio cittadino. 

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