Una serra di marijuana in casa: per i giudici bresciani "si può fare"

Commerciante bresciano condannato a otto mesi per aver coltivato marijuana nel suo garage: la Corte di Appello sospende la sentenza, e chiama in causa l'uso personale della droga. Sentenza storica

Una sentenza che ha dell’incredibile, un precedente forse unico nella storia della giurisprudenza bresciana. La storia di un commerciante residente in città, a Brescia. E che nel suo garage aveva allestito una piccola ma attrezzatissima serra dove coltivava la ‘sua’ marijuana. Era stato arrestato e condannato perché trovato in possesso di otto piante di canapa – alcune delle quali alte più di un metro – oltre che 25 grammi di ‘erba’ pronta da fumare.

Una prima condanna a otto mesi e a circa 1000 euro di multa. Ma poi, come raccontato dal Corriere della Sera, la Corte di Appello di Brescia che accetta il suo ricorso, e sospende la pena. Riconoscendo così le prime istanze della difesa, in questo caso l’uso esclusivamente personale della marijuana coltivata in garage, e dunque tollerato dalla legge.

Il commerciante dovrebbe essere dunque segnalato solo come consumatore, e non denunciato (e condannato) per detenzione e spaccio di stupefacenti.  La sentenza seppur provvisoria – ci vorrà almeno un anno per quella definitiva – è già stata accolta come un qualcosa di storico.

Ancora il Corsera ne riporta alcuni tratti. Dalla parte in cui si definisce “l’uso personale dello stupefacente”, fino alle quantità dello stesso, che dimostrerebbero la mancanza di prove sull’eventuale “cessione a terzi”. Concludendo con la sospensione del giudizio, e rimandando pene più severe a chi davvero lavora “nel mercato della droga, che pone in pericolo la salute, la sicurezza e l’ordine pubblico”. 

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