Studenti in piazza a Brescia: «Noi la crisi non la paghiamo!»

Il corteo studentesco organizzato dai ragazzi del Kollettivo Studenti in Lotta, accompagnati da centinaia e centinaia di persone, Cobas per la Scuola compresi. Tutti insieme una sola voce: "No al debito! Riprendiamoci il nostro futuro, riprendiamoci quello che ci spetta!"

Centinaia e centinaia di studenti di tutte le età e di tutti gli istituti sono scesi in piazza questa mattina per alzare la voce e gridare contro la crisi che non si dicono disposti a pagare. “Se non cambierà lotta dura sarà! Occupare subito, occupare tutto! Noi la crisi non la vogliamo!”. Slogan facili da ricordare e di sicuro effetti per la grande massa dei ragazzi che non ci sta, trascinati dal Kollettivo Studentesco in Lotta che dirige i lavori del corteo, che lentamente si è mosso lungo Corso Garibaldi, Via Fratelli Ugoni, Piazza Repubblica, Corso Zanardelli e Piazza Loggia.

“Siamo scesi in piazza anche oggi per esprimere il nostro dissenso – ci racconta Bruno del Kollettivo – contro le politiche che intendono risanare il debito pubblico andando a colpire gli studenti e lavoratori precari. La crisi deve pagarla il neoliberismo, che ha dimostrato di non poter più funzionare. E ci suggeriscono risolvere il problema con il problema stesso, con il libero mercato! Dobbiamo riprenderci quello che ci spetta e occupare le piazze, le strade e le scuole”.

Forse tanto cuore ma certo anche un po’ di confusione, fino ai brevissimi momenti di tensione che hanno seguito il lancio delle uova sul portone della sede bresciana della Banca d’Italia di Corso Martiri della Libertà. Poi qualche graffito sui muri, e qualche fumogeno, ma è lo sfogo solitario di qualche cane sciolto che sembra non avere le idee troppo chiare. Ma le voci nel corteo sono tante, e c’è qualcuno che richiama all’unità dei gruppi e dei collettivi: “Siamo di fronte a una causa sociale di disagio giovanile, mentre la politica non si interessa ai giovani – ci spiega Kevin – e il sistema ci impone dogmi che solo con la protesta possono essere contestati”.

“Senza proteste non esiste la democrazia. Ma in piazza non si deve andare per sé stessi ma anche per gli altri, mai come ora serve un po’ di solidarietà. Il debito è impagabile, anche gli imprenditori stessi sono ormai vittime delle banche. La crisi attuale è qualcosa di così grosso che ha coinvolto anche tutti quelli che comandavano prima. E’ difficile prendere posizioni politiche, sono gli studenti a doverlo fare per primi, ma solo creando un movimento unito”. La carovana degli studenti della piazza arriva anche in Loggia, termine ultimo del loro breve viaggio tra le vie della città.

All’interno della manifestazione un altro piccolo corteo, il corteo dei Cobas della Scuola che oggi scioperano, contro la riforma Gelmini ancora in attuazione, contro i nuovi tagli che si prevedono in arrivo, dai tagli lineari con la reintroduzione del Miur e il miliardo di euro che verrà eliminato dal bilancio per la Pubblica Istruzione per il 2012: “La crisi va pagata da chi l’ha provocata da chi ci si arricchisce, oggi abbiamo cominciato a farci sentire, insieme agli studenti”.

Un imponente schieramento di forze impedisce ai ragazzi anche solo di avvicinarsi alla sede del Comune di Brescia, ma gli studenti si fermano un po’ prima e si siedono per un po’ di meritato relax. Mentre dal megafono arrivano gli ultimi saluti ai grandi risultati della lotta odierna, il non più giovanissimo Giuseppe (ora è studente universitario) ci congeda così: “E’ chiaro che il capitalismo genera crisi in continuazione e non dà prospettive. Penso che a questo punto servirebbe rispolverare un po’ di teorie mai invecchiate come quelle di Karl Marx, che prospettava una società diversa, libera dal profitto e dal conflitto”.

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