Il Magazzino 47 ancora in piazza: «Fino all’ultimo respiro»

Il collettivo del centro sociale più famoso di Brescia occupa simbolicamente lo stabile di Via Cavallotti una volta adibito a palestra, ora destinato a sede di un Urban Center. "Il Magazzino 47 non si fermerà"

Il folto gruppo dei manifestanti si sposta da Piazza Loggia fino a dirigersi in Via Felice Cavallotti, traversa perpendicolare di Corso Zanardelli, proprio nel momento in cui la città si accende delle luci di Natale. Il Magazzino 47 e il suo collettivo provano ancora una volta a farsi sentire, occupando simbolicamente (fino alle ore 20 circa) lo stabile di fronte al Cinema Sociale una volta adibito a palestra della Società Ginnica Forza e Costanza, e ora totalmente in disuso e in pieno degrado. Stabile che, stando alle ultime indiscrezioni, dovrebbe diventare prossima sede di una specie di Urban Center con annesso Museo del Design.

“La giunta che comanda Brescia altro non vuole che provare a cancellare le indipendenze – tuona dal megafono Umberto Gobbi, in rappresentanza del collettivo – l’amministrazione destro-leghista conferma la sua tendenza autoritaria e liberticida, mentre in Consiglio Comunale la stessa Lega annuncia l’indipendenza e la secessione. Un partito che conta poco meno di 15mila voti in una città che conta invece 200mila abitanti, comportandosi come dei pagliacci sciagurati e per di più pericolosi. Ma noi li fermeremo”.

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Negli ampi spazi dell’ex palestra si improvvisa una piccola assemblea, un po’ di musica e tanti ragazzi. “La nostra sarà una lotta molto lunga, dovremo dosare le forze e comportarci con l’intelligenza che ci contraddistingue – aggiunge Maurizio Murara del collettivo – anche questa settimana gli abbiamo fatto vedere di cosa siamo capaci, fantasiosi e determinati. Con un’occupazione simbolica a pochissimi metri dalla vetrina della città che loro ritengono inviolabile”.

Già in settimana le condizioni erano state espresse chiaramente, il Magazzino 47 deve continuare la sua storia quasi ventennale. “Sul diritto di esistere non si fanno compromessi – si legge in un comunicato diffuso prima in rete e poi distribuito per le vie della città – Il diritto ad esistere lo si difende e basta. Fino all’ultimo respiro”.

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