Cronaca Centro / Via Valerio Paitone

Le Unioni Civili ora sono legge: " Abbattuto un muro, ma la battaglia va avanti”

Anche nella sede bresciana di Arcigay si festeggia per l'approvazione del testo di legge che regolamenta le unioni civili, ma con moderazione. " Non ci fermeremo finché non otterremo gli stessi diritti delle coppie eterosessuali: matrimonio e adozioni"

I festeggiamenti alla sede bresciana di Arcigay ©Bresciatoday

BRESCIA. Alla sede provinciale dell'Arcigay sventola finalmente anche il Tricolore. Ora che una legge riconosce le unioni omosessuali e ne tutela - seppur parzialmente -  i diritti, anche la bandiera italiana è stata issata accanto a quella arcobaleno: “ Quando abbiamo aperto la sede – spiega il consigliere Luca Trentini - ci siamo promessi che avremmo esposto il Tricolore solo quando avremmo avuto una legge, e ora possiamo onorare tale promessa”.

I festeggiamenti nel locale di via Paitone, in pieno quartiere Carmine, sono cominciati mercoledì sera e proseguono ad oltranza, intervallati dalle consuete riunioni. Sui visi dei ragazzi che frequentano il circolo – tra loro ci sono anche due richiedenti asilo, scappati da paesi in cui l'omosessualità è considerata un reato penale e viene punita con il carcere e con torture di ogni tipo – c'è un timido sorriso speranzoso. Sono tante le domande che vogliono rivolgere al direttivo e alla presidentessa Louise Bonzoni,  eterosessuale  e madre di tre figli. La più urgente e scontata: Quando potremo andare in comune per sposarci?. Se tutto va bene, perché la legge completi l'iter burocratico e diventi effettiva passeranno circa sei mesi.  

"Siamo contenti, ma non soddisfatti – afferma la presidentessa - sicuramente è un buon punto di partenza, che risolve molti problemi pratici delle coppie omosessuali. Le famiglie arcobaleno sono passate dall'inesistenza alla cittadinanza e sono stati riconosciuti importanti diritti come la reversibilità della pensione, i diritti ereditari e il congedo matrimoniale. Festeggiamo consapevoli che il cammino è ancora lungo e che solo il matrimonio egualitario potrà dare piena uguaglianza alle persone lesbiche e gay e diritti ai loro figli. Celebriamo non il punto di arrivo, ma la vittoria del primo tempo della partita dell'uguaglianza.  Sicuramente la nostra battaglia non si fermerà,  finché l'ordinamento non consentirà il matrimonio tra persone dello stesso sesso e l'adozione dei figli del partner”

"Non è proprio legge che volevamo noi  - conferma Luca Trentini, perché non è ugualitaria senza le adozioni e il matrimonio, ma per il momento va bene così: ci consente, quantomeno,  di uscire dall'oblio dopo 20 anni di battaglie per i nostri diritti.”

Una legge che tutti si augurano avrà ricadute anche sul piano culturale e sociale: "Per secoli siamo stati condannati all'emarginazione e all'invisibilità – spiega Federico Marchioli, segretario del comitato provinciale Arcigay -  questa legge è una speranza per molti adolescenti: sapere che lo stato li tutela rende meno difficile il percorso di inclusione, mettendo fine a secoli di pregiudizi e tabù.”

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