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Inchiesta staminali al Civile: "Senza cure Celeste ha un mese di vita"

Lo afferma Marino Andolina, pediatra immunologo in pensione, consulente a Brescia del professor Fulvio Porta nel caso della bambina a cui è stata sospesa la terapia a base di staminali

Ogni paziente fa storia a sé, ma a Trieste ho visto una bambina che stava come Celeste oggi e, dopo un mese, è morta.

La drammatica affermazione è del pediatra immunologo in pensione Marino Andolina, consulente a Brescia del professor Fulvio Porta anche nel caso della bambina di Tessera a cui è stata sospesa la terapia a base di staminali.

Il medico si è presentato stamane al tribunale di Venezia in occasione dell'udienza fissata alla sezione lavoro, pur senza poter intervenire come testimone. Nell'attesa del termine dell'udienza, Andolina, parlando con i cronisti, ha esposto le ragioni che, secondo il suo parere, autorizzano la cura con le staminali adulte.

"E' il decreto Turco del 2006 - ha detto - che, come mi confermò a suo tempo il parere del professor Eusebi, dopo mesi di studi legali, in caso di pericolo di vita permette di non applicare l'allegato Aifa. Il 'peccato originale' è comunque la direttiva europea, che definisce le staminali farmaco e non trapianto".

"Celeste - conclude Andolina - ha sospeso la terapia da sei mesi e quel che speriamo di avere dal tribunale è la conferma che non può essere ammazzata 'a norma di legge'. In caso di via libera si tornerà a Brescia, dove credo che la decisione del tribunale dovrebbe bastare per avere l'ok dell'ospedale a ripartire con la terapia".


(fonte: Ansa)

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