Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Via Milano / Via Industriale

Rogo doloso al Magazzino 47, tensione alle stelle: "Infame attacco fascista"

Gli attivisti del Magazzino 47 non hanno dubbi sulla matrice dolosa del rogo divampato nella notte nel locale adibito a libreria del centro sociale: "Questo attacco non ci impaurisce, anzi ci rende ancora più determinati a liberare le strade di Brescia dai fascisti e dai razzisti"

Nell'aria c'è ancora odore di benzina, a terra i pezzi di vetro mandati in frantumi, all'interno della libreria i brandelli bruciati di decine di libri. I segni del rogo, divampato nella notte tra giovedì e venerdì al  Magazzino 47, sono sotto gli occhi di decine di cittadini e dei giornalisti accorsi per la conferenza stampa indetta dal centro sociale.

Gli attivisti del centro sociale non hanno dubbi sull'origine dolosa dell'incendio, sui cui indagano carabinieri e Digos: "Si è trattato di un vigliacco, infame attacco fascista - esordisce Michele Borra, leader del Magazzino 47 - . Gli autori materiali dell'incendio sono gli stessi che hanno lanciato le bombe carta nelle Casette occupate di via Gatti e hanno dato fuoco alle macchine del campo rom di via Orzinuovi: persone inqualificabili e orribili, che seminano odio razziale nelle strade della nostra città."

La finestra mandata in frantumi, gli evidenti segni di effrazione sulla porta d'ingresso della libreria e l' intenso odore di benzina lascerebbero ben pochi dubbi, anche agli inquirenti, sulla natura dolosa del rogo. Gli autori avrebbero arraffato alcuni libri dagli scaffali, poi li avrebbero impilati al centro della stanza: dopo averli cosparsi di benzina avrebbero appiccato il fuoco. Solo la pronta reazione di una persona presente nel centro sociale ha evitato che le fiamme provocassero danni ben peggiori.

Duro il commento del sindaco Emilio Del Bono: "È un gesto inaccettabile, che condanno con fermezza - si legge in una nota- . Sono certo che le forze dell’ordine sapranno individuare i responsabili di quanto accaduto e che questi saranno chiamati a rispondere davanti alla legge. Invito tutti a mantenere il confronto democratico che da tempo caratterizza la nostra città. Brescia, come sempre ha saputo fare, deve rifiutare derive che possono solo ledere la convivenza sociale e respingere i tentativi di chi sta cercando di innescare una spirale di violenza”.

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