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Contagio da HIV e AIDS: 160 casi all'anno e 4000 malati nel Bresciano

La giornata mondiale della lotta all'Aids: a Brescia 160 nuovi casi all'anno, 3700 pazienti al Civile e altri 500 che ancora non lo sanno. La nostra provincia la terza in tutta Italia, dietro solo a Roma e Milano

Non meno di 160 nuovi casi all'anno, quasi 2600 pazienti con Aids 'conclamato', 3700 pazienti con infezione da Hiv o già con Aids solo al Civile di Brescia, forse più di altre 500 persone che sono 'infette' ma non lo sanno. Sono i numeri di un problema mai risolto, l'Aids: la sindrome da immunodeficienza acquisita, individuato per la prima volta nel 1981. La sua causa – l'Hiv, il virus dell'immunodeficienza umana – è stata identificata nel 1983.

Il 'boom', appunto, tra gli anni '80 e '90: un tempo i malati avevano 20 anni, ora la media è intorno ai 40. La prima celebrità a morirne fu Rock Hudson, nel 1985. I dati bresciani sono stati presentati dal reparto di Medicina Infettiva del Civile di Brescia: il 70% delle infezioni è ancora trasmesso per via sessuale, l'80% dei ricoverati o sottoposti a trattamento è di sesso maschile.

Per l'Organizzazione Mondiale della Sanità nel mondo vi sarebbero circa 35 milioni di persone che vivono con Hiv o Aids, con 2 milioni e mezzo di nuove infezioni all'anno e almeno 2 milioni di decessi. Dagli anni '80 ad oggi si contano 25 milioni di morti e 60 milioni di persone contagiate. Proprio martedì 1 dicembre sarà la Giornata Mondiale della lotta all'Aids: il simbolo è il celebre fiocco rosso.


Brescia purtroppo è tra le province più colpite in Italia, la terza: soltanto a Roma e Milano si contano più malati. Le zone bresciane in cui i casi sono più numerosi, sempre secondo i dati del Civile: Adro, Erbusco e Zone, tra la Franciacorta e il lago d'Iseo. Le cause: rapporti sessuali e droga. Il rischio: i giovani bresciani accetterebbero chi è malato o portatore più degli adulti, ma allo stesso tempo sottovaluterebbero la malattia. 

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