Cronaca

Brescia terza città per contagio da HIV: 170 casi in un anno e mezzo

In occasione della Giornata Mondiale contro l'AIDS, in programma domenica 1 dicembre, l'occasione per fare il 'punto' della situazione: in Italia più di 4000 casi all'anno, un migliaio in Lombardia, un centinaio a Brescia

Scansione al microscopio elettronico del virus Hiv-1

Banchetti informativi e aperture straordinarie di ambulatori e servizi anche a Brescia, in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS in programma domenica 1 dicembre. Oltre ad una capillare diffusione di brochure e volantini infatti, non mancheranno in pieno centro storico (in Corso Zanardelli) l’unità mobile dell’ASL, dalle 16 alle 19, oppure gli ambulatori dedicati del Civile in apertura straordinaria dalle 10 alle 12. Anche l’Ambulatorio delle malattie sessualmente trasmesse (Viale Piave) rimarrà aperto dalle 9 a mezzogiorno.

Un’occasione per rimettere al centro una delle piaghe del vivere moderno, malattia che a seguito del ‘boom’ registrato nei primi anni ’90 ha rallentato la sua ‘folle’ corsa, ma rimane comunque un nemico difficilissimo da combattere. E se nel 2012 in Lombardia si contano già 1000 nuovi casi, la Provincia di Brescia si ‘piazza’ al terzo posto nell’amara graduatoria dei contagi, dietro soltanto a Milano e Roma.

Oltre 2500 casi infatti dagli ‘esordi’, oltre un centinaio di casi solo nel 2012, quasi una settantina nei primi sei mesi dell’anno ancora in corso. In tutta Italia invece, come ricordato dal presidente della Società italiana malattie infettive, Massimo Andreoni, i nuovi casi di infezione da HIV sono circa 4mila ogni anno, “ non calano”.

“Anche se si sono compiuti grandi progressi nelle terapie – spiega ancora Andreoni – che oggi funzionano nel 90% dei casi (e la mortalità si è ridotta all’1 o 2%), dobbiamo riflettere sul fatto che le nuove infezioni non calano, e si arriva alla diagnosi tardi, quando la malattia è molto avanzata”.

Mai abbassare la guardia, dunque: “La gente deve essere sensibilizzata, anche solo a far il test. Tra gli adolescenti, sono pochissimi quelli che hanno questa consapevolezza. Ad oggi, l’80% delle infezioni avviene per via sessuale”.

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