Cronaca

A Brescia 90 milioni di Iva evasa in un anno: i dati shock della Guardia di Finanza

Il report annuale delle Fiamme Gialle di Brescia

Sono 10.150 gli interventi ispettivi conclusi dai Reparti della Guardia di Finanza di Brescia tra il gennaio del 2018 e il maggio del 2019; 565 sono, invece, le indagini delegate al Corpo, nello stesso periodo, dalla magistratura ordinaria e contabile.  Cifre, queste, che danno il senso dell’intensificazione delle attività della Guardia di Finanzacontro i più gravi fenomeni di illegalità economico-finanziaria. 
I

nterventi mirati, indirizzati nei confronti di target accuratamente selezionati grazie ad attività di intelligence, al controllo economico del territorio e ad analisi di rischio, ulteriormente migliorata, quest’ultima, in ragione della potenziata interazione tra le banche dati a disposizione e all’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria.

Lotta all’evasione, all’elusione e alle frodi fiscali 

Evasione fiscale internazionale, frodi carosello, indebite compensazioni e traffici illeciti di prodotti petroliferi si confermano al centro dell’attenzione operativa della Guardia di Finanza. Settori in cui, nel 2018 e nei primi 5 mesi del 2019, ha eseguito, nell’ambito di piani d’intervento coordinati con l’Agenzia delle Entrate, 128.497 interventi ispettivi. 
Sono stati riscontrati 1424 reati fiscali (principalmente, emissione e utilizzo di fatture false, dichiarazioni fraudolente e occultamento delle scritture contabili) e denunciati 438 soggetti. Ammontano a 565 le indagini delegate dalla magistratura, mentre sono stati 70 i soggetti arrestati. 
Importanti i risultati conseguiti dal Corpo anche nel settore del contrasto alle frodi all’Iva (meglio note come frodi “carosello”), in quello dei carburanti e delle indebite compensazioni di debiti tributari e previdenziali con crediti IVA fittizi (in quanto derivanti ad esempio, da false fatture), che hanno visto, in diversi casi, anche il coinvolgimento di professionisti. 

Nel contrasto all’economia sommersa sono stati individuati 162 soggetti sconosciuti al Fisco (evasori totali), che hanno evaso complessivamente quasi 90 milioni di euro di IVA.

Inoltre, sono stati verbalizzati 101 datori di lavoro per aver impiegato 425 lavoratori in “nero” o irregolari. Ammontano complessivamente a 57 gli interventi nel settore delle accise, che hanno portato un accertato consumato in frode di circa 300 chilogrammi di prodotti energetici (quali combustibili, olii minerali ecc).  Nel settore dei giochi e delle scommesse illegali, i controlli eseguiti sono stati 160 con 13 violazioni rilevate. 

Contrasto agli illeciti nel settore della tutela della spesa pubblica 

L’azione della Guardia di Finanza contro gli illeciti in materia di spesa pubblica è finalizzata a individuare quelle condotte che, pregiudicando la legalità e la correttezza nella Pubblica Amministrazione, minano il puntuale utilizzo delle risorse, favorendo sprechi e malversazioni. Il settore è strategico per il Paese: solo un equo impiego degli investimenti e dei fondi pubblici può, infatti, sostenere la competitività e una piena ripresa del tessuto economico nazionale.

È per questa ragione che il Corpo continua a rafforzare il proprio dispositivo di vigilanza, che si sviluppa lungo una duplice direttrice: il potenziamento delle unità operative territoriali dedicate allo specifico settore di servizio e l’intensificazione delle collaborazioni con le Autorità e gli Enti di gestione, con particolare riferimento ai settori della spesa previdenziale, sanitaria, dei fondi europei destinati alla realizzazione di progetti, dove il corretto impiego delle risorse, oltre a contribuire a contenere l’esborso complessivo dello Stato, come nel caso di trattamenti pensionistici e di invalidità non spettanti, si traduce in un miglioramento della qualità della spesa, con positive ricadute in termini di sviluppo del Paese. 
È in questo senso che vanno letti i risultati conseguiti dalla Guardia di Finanza di Brescia nel settore nel periodo gennaio 2018 - maggio 2019. 
Sono stati 273 gli interventi svolti a tutela dei principali flussi di spesa pubblica, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale.

Le frodi scoperte dai Reparti bresciani in danno del bilancio nazionale e comunitario sono state pari ad oltre 81 mila euro, mentre si attestano a circa 128 mila euro quelle nel comparto della spesa previdenziale, assistenziale e sanitaria, con un soggetto denunziato.

Sul versante dei danni erariali sono state segnalate condotte illecite alla Magistratura contabile per circa 8.5 milioni di euro, a carico di 27 soggetti. 
I controlli svolti in materia di prestazioni sociali agevolate e di indebita esenzione dal pagamento dei ticket sanitari hanno fatto emergere tassi di irregolarità pari, rispettivamente, al 30,87% e al 86,5%. Nel caso dei ticket sanitari è stata sviluppata una specifica analisi di rischio in grado di evidenziare i nominativi di beneficiari già caratterizzati da elevati indici di anomalia.

Passando al settore degli appalti, il valore delle procedure contrattuali risultate irregolari è stato pari a circa 350 mila euro. Le persone denunciate per reati in materia di appalti, corruzione e altri reati contro la Pubblica amministrazione sono state 17, di cui 1 tratto in arresto. 
In questa prospettiva, l’azione dei Reparti della componente territoriale della Guardia di Finanza di Brescia è in pieno svolgimento per disvelare condotte illecite, sprechi di fondi e risorse pubbliche, fenomeni corruttivi e di disonestà nei riguardi della Pubblica Amministrazione, attraverso interventi mirati e indagini di polizia giudiziaria. 

Contrasto alla criminalità organizzata ed economico-finanziaria 

Sul fronte del contrasto alla criminalità economico-finanziaria, sono state 116 le attività ispettive, (nell’ambito dei piani operativi: reati societari, fallimentari, bancari, falsificazione monetaria e mezzi di pagamento, controlli ai money transfer e accertamenti patrimoniali) condotte allo scopo di individuare le diverse forme di infiltrazione e gli interessi finanziari, economici e imprenditoriali della criminalità. 
Le attività investigative sono orientate verso contesti che, sulla base di una preventiva analisi delle fenomenologie illecite presenti nelle singole realtà territoriali, risultino connotati da concreti e immediati profili di rischio: si pensi ai negozi giuridici conclusi da soggetti apparentemente privi di adeguate capacità finanziarie; o ancora ai settori di particolare rilevanza strategica come, ad esempio, quello dei prodotti energetici ( carburanti, olii lubrificanti ecc..), o ancora ai casi di reimpiego di proventi illeciti in quelli che vengono definiti “beni rifugio” (diamanti, metalli preziosi, valute pregiate, opere d’arte, reperti archeologici, ecc.).

La Guardia di Finanza di Brescia ha dato, inoltre, un forte impulso allo sviluppo degli accertamenti patrimoniali in applicazione della normativa antimafia (anche nei confronti di soggetti non solo indiziati di “mafia” ma anche connotati da “pericolosità economico-finanziaria”) e del monitoraggio delle diverse manifestazioni della criminalità nel territorio bresciano (includendo la c.d. “area grigia”, rappresentata da soggetti che, pur non affiliati alle consorterie, si propongono quali facilitatori della penetrazione criminale nel tessuto socio/economico) attraverso un’estesa proiezione del Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (G.I.C.O.) sulle province di competenza della Corte d’Appello di Brescia, mediante la dinamica interlocuzione con il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (S.C.I.C.O.) e con i Reparti territoriali del Corpo.
Con riferimento ai risultati conseguiti in applicazione della normativa antimafia, sono stati sottoposti ad accertamenti patrimoniali 293 soggetti; ammonta, invece, a oltre 36,4 milioni di euro il valore dei beni mobili, immobili, aziende, quote societarie e disponibilità finanziarie proposti per il sequestro all’Autorità Giudiziaria. 

A tali misure si aggiungono 24 accertamenti nei confronti di soggetti connotati da c.d. “pericolosità economico-finanziaria”, ovvero coloro che per condotta e tenore di vita, debba ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da ogni genere di attività delittuosa, in particolare di natura tributaria, societaria, fallimentare, ecc. 
Continua incessantemente la collaborazione istituzionale con le Autorità Prefettizie, quale fulcro del sistema di prevenzione antimafia in ambito provinciale.

Complessivamente sono stati eseguiti 314 accertamenti a seguito di richieste pervenute dal Prefetto della Provincia di Brescia, riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia. 
L’azione volta alla prevenzione e repressione del riciclaggio dei capitali illeciti  per impedirne l’introduzione nel tessuto economico-finanziario sano del Paese, nonché per intercettare possibili pratiche di finanziamento del terrorismo, si è fondata e continuerà sempre più a basarsi in futuro, sul piano repressivo, nell’esecuzione di mirate indagini di polizia giudiziaria e sul piano preventivo, nell’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai soggetti obbligati ai sensi della normativa antiriciclaggio.

Tali attività si sono concretizzate, in particolare, nello sviluppo di 52 indagini di polizia giudiziaria, da cui è scaturita la denuncia all’Autorità Giudiziaria di 68 persone per i reati di riciclaggio e autoriciclaggio, 3 delle quali sono state arrestate. Il valore del riciclaggio accertato si è attestato a circa 104 milioni di euro e ad oltre 3 milioni di euro per autoriciclaggio mentre sono stati effettuati sequestri su ordine della Magistratura per circa 47,5 milioni  di euro (solo per riciclaggio). 

Sul fronte della prevenzione, i Reparti della Guardia di Finanza di Brescia hanno proceduto all’approfondimento di 825 segnalazioni di operazioni sospette, di cui 66 delle quali attinenti specificamente al fenomeno del finanziamento del terrorismo. 
Per il contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento al terrorismo la Guardia di Finanza si muove lungo tre importanti direttrici, tese a valorizzare rispettivamente le informazioni acquisite nell’ambito delle attività preventive, delle indagini di polizia giudiziaria e nel corso del controllo economico del territorio.

Testimonianza concreta dell’impegno del Corpo nello specifico settore è stata l’operazione “BLOOD BOY” del dipendente Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Brescia – con il coordinamento della locale Procura della Repubblica -, che ha dato esecuzione, in co-delega con la DIGOS della Polizia di Stato, ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere,  nei confronti di un cittadino del Bangladesh, richiedente asilo sul territorio nazionale, per il reato di apologia di terrorismo mediante l’uso di strumenti informatici.
Sempre al fine di garantire la tutela della trasparenza e della legalità del sistema economico-imprenditoriale, ulteriore priorità del Corpo continuerà ad essere quella di reprimere i reati fallimentari, societari e bancari, nonché i fenomeni usurari e di abusivismo bancario e finanziario, per salvaguardare i risparmiatori da offerte di soluzioni d’investimento non sicure.

Con particolare riguardo al campo dei reati fallimentari sono stati scoperti dalle Fiamme Gialle Bresciane beni distratti dalle procedure concorsuali per 30,5 milioni di euro. 

Intensificata anche l’azione di contrasto in materia di falsificazione monetaria, con l’obiettivo di ricostruire l’intera filiera del falso (attraverso l’individuazione dei centri di produzione e di distribuzione delle banconote/monete contraffatte) e di contrastare le insidiose condotte basate sull'alterazione dei mezzi di pagamento elettronici, come la clonazione di carte di credito e di debito, posti in essere anche attraverso l’utilizzo della rete internet, nell’ottica di salvaguardare l’integrità patrimoniale dei legittimi titolari e degli istituti emittenti. In tale comparto operativo sono stati denunciati 31 soggetti, di cui 9 in stato di arresto, con l’esecuzione di sequestri di valuta contraffatta per un valore complessivo di 1.250 euro. 
In tema di sicurezza prodotti, di contrasto alla contraffazione e al falso made in Italy e di lotta all’illecito sfruttamento economico delle opere protette dal diritto d’autore, i Reparti del Corpo bresciani hanno eseguito 74 interventi e sequestrati quasi 3,5 milioni di prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione “made in Italy” o non sicuri. 

Controllo del territorio e contrasto ai traffici illeciti 

Nell’ambito della lotta ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti i dipendenti Reparti tra il gennaio del 2018 e il maggio del 2019 hanno esercitato un costante controllo nella provincia bresciana con particolare riferimento alla zone più sensibili per lo spaccio “da strada” quali quelle in prossimità di scuole, parchi pubblici e stazioni (metro, treno e bus), ottenendo i seguenti risultati:
102 persone denunziate all’A.G.; 80 persone arrestate; 21 persone segnalate alla Prefettura; 223,5 Kg di sostanze stupefacenti sequestrate, di cui 99 kg di hashish e marijuana, 100 kg di cocaina, 4,5 kg di eroina; 21 mezzi sequestrati. 


Le operazioni di soccorso e il concorso nei servizi di ordine e sicurezza pubblica 

Nel medesimo periodo, la dipendente Stazione il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Edolo (S.A.G.F.) – composta da militari altamente specializzati – anche con il supporto del comparto aereo del Corpo ha effettuato complessivamente 155 interventi.
Nello specifico le operazioni di ricerca e soccorso di dispersi e di persone in difficoltà effettuate hanno permesso di portare in salvo 199 persone. 

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