Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Maxi operazione della Finanza: arrestati diversi imprenditori e un commercialista

Sono 17 le persone indagate tra Brescia, Bergamo e Varese nell'ambito dell'inchiesta "Factotum" condotta della Guardia di Finanza. Sequestrati beni per due milioni di euro (quelli di 2 aziende, poi, sono stati restituiti)

Foto d'archivio

Diciassette persone indagate, cinque imprenditori e un commercialista sottoposti a misure cautelari - tra carcere, domiciliari e obbligo di dimora - case, auto e quote societarie, per un valore di due milioni di euro, finite sotto sequestro (per 2 di queste società, poi, il tribunale di Varese successivamente ha annullato il sequestro preventivo). Sono i numeri da capogiro della maxi operazione, denominata Factotum, condotta dalla Guardia di Finanza di Varese. Una frode fiscale da ben 25 milioni di euro. 

A orchestrare il complesso meccanismo per ingannare il fisco, secondo quanto riportato dai Finanzieri, era un commercialista di Gallarate. Le indagini sono scattate proprio dalle corpose anomalie rilevate nel corso della verifica fiscale nei confronti del professionista che confezionava meccanismi ad hoc per consentire agli imprenditori di non versare le imposte al fisco. Secondo gli inquirenti  forniva consulenze fiscali illecite, oltre a fatture false e modelli F24 con dati alterati, che consentivano ai clienti di abbattere il reddito e, di conseguenza, le tasse.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Busto Arsizio, si è poi estesa anche a quelle imprese la cui contabilità era gestita dal professionista gallaratese - operativo nel Bresciano, nella Bergamasca e nel Varesotto - e che riportavano quelle anomalie. Ed è proprio l’esame di centinaia di documenti contabili e delle posizioni bancarie di questi soggetti che ha consentito di scoprire un consolidato sistema fraudolento finalizzato a nascondere al fisco i reali introiti delle realtà imprenditoriali nel mirino degli investigatori.

L’esecuzione delle 12 verifiche fiscali nelle aziende per cui lavorava il commercialista ha portato al recupero di oltre 25 milioni di euro di base imponibile sottratta alle Imposte dirette, di circa 4 milioni e mezzo di Iva non versata e al rilevamento di 8 milioni di euro di falsi crediti indebitamente compensati, nonché alla scoperta di circa 1.500 lavoratori irregolari, la cui posizione è ora al vaglio dei competenti enti di previdenza.

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