Profughi: cortei paralleli di FN e Magazzino, evitate tensioni

Brescia blindata per le manifestazioni del Magazzino 47 e di Forza Nuova. I militanti di destra contro i profughi ospitati sotto l'hotel Milano, all'inizio di via Valcamonica. La risposta degli antagonisti

Il corteo del Magazzino 47- Copyright © Bresciatoday.it

Gli uni sfilano nel quartiere simbolo della Brescia multietnica, via Milano, invitando le famiglie indiane, africane, pakistane che si stipano sui balconi, dietro le finestre e sui marciapiedi ad unirsi a loro.

Gli altri si radunano sotto l’Hotel Milano sventolando bandiere e striscioni contro i profughi ospitati dall’albergo Milano di via Valcamonica: uomini scappati da guerre e miseria, che Forza Nuova trova ingiusto accogliere.

Due cortei opposti tanto nell’ideologie, quanto nel modus operandi. Colorato, animato, accompagnato dalla musica  e dai fuochi d’artificio quello del Magazzino 47. Silenzioso e statico quello delle camice bianche del partito di destra.

Se l’incontro era ed è impossibile, lo scontro è stato evitato dal massiccio cordone di Polizia dispiegato alla fine di via Milano, pochi metri prima dell’imbocco della tangenziale. Dalle 9 alle 10 di giovedì sera una dell’arterie d’accesso alla città è diventata, così, il palcoscenico sul quale esprimere due modalità contrastanti di rispondere all’emergenza umanitaria.


Contro la politica dell’accoglienza si è schierata la cinquantina di attivisti di Forza Nuova, rimasta al di là del ponte che separa via Valcamonica e Via Milano, a sventolare bandiere sotto le finestre delle camere dei profughi, che si sono guardati bene dall’affacciarsi.

Nemmeno il corteo del Magazzino ha reagito alla provocazione dei militanti di destra, che tra le tante strutture destinate all’accoglienza hanno scelto proprio quella più vicina in linea d’aria alle sedi del centro sociale e di Radio Onda d’Urto.

Lentamente il centinaio di manifestanti ha percorso il tratto di strada che dalla rotonda del supermercato Esselunga porta alle case del Sole per esprimere la contrarietà “alla presenza fascista nei quartieri della città” e rilanciare l’appuntamento per sabato pomeriggio.

Una nuova manifestazione, con partenza alle 17 di sabato in piazza della Loggia e arrivo in Broletto, “per chiedere al nuovo prefetto le risposte che Livia Brassesco Pace non ha dato su casa, sfratti, sanatoria e permessi di soggiorno”. Poi il ritorno verso il centro sociale, scandito dai fuochi d’artificio. 

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