Mette una brandina davanti alla Loggia: "Se non mi aiutate mi do fuoco"

Non ha una casa, ma è sottoposto alle misure di sorveglianza, così ha deciso di fare armi e bagagli e trasferisi sotto i portici di palazzo Loggia

La protesta di Mario Peretta davanti all'ingresso di Palazzo Loggia copyright © Bresciatoday

Una brandina pieghevole e ben tenuta è tutto ciò che gli è rimasto e che Mario Peretta, uscito dal carcere di Bergamo lo scorso 29 maggio, si è portato sotto Loggia, lunedì 6 luglio. Attirando l’attenzione dei passanti e degli assessori comunali.

“Fino a stamattina - racconta l’uomo - sono stato a casa di mia mamma, dormivo su una sedia, ma poi abbiamo avuto un violento litigio e sono uscito di casa. Sono sottoposto alla misura di sorveglianza speciale, così ho chiamato la Questura e ho detto loro che mi avrebbero trovato sotto la Loggia. Ho saldato il mio conto con la giustizia, chiedo una casa e un lavoro.”

Mario attrae la stampa presente e lancia il suo disperato grido d’aiuto anche all’assessore Valter Muchetti che, telefono all’orecchio, dice che si sta occupando della faccenda.

“Se non trovate una soluzione al più presto io mi do fuoco”, minaccia mentre l’assessore entra nell’edifico climatizzato. Mario, invece, rimane fuori e si siede sul suo materasso a righe bianche e blu a "boccheggiare" e a protestare.

Io non potrei nemmeno stare qui”, dice indicando il regolamento comunale esposto in bella vista nella bacheca dietro le sue spalle. "Mi vogliono mandare in un dormitorio, ma non ci posso stare perché non possono avere contati con altri pregiudicati. Ho bisogno di una casa".

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